L’AQUILA – ”Il sindaco Massimo Cialente, nel riconsegnare platealmente la fascia al presidente della Repubblica, pone, forse inconsapevolmente, l’accento sui suoi stessi errori e sulle sue numerose contraddizioni”.
Lo afferma il consigliere comunale del capoluogo abruzzese di Città aperta, Roberto Tinari, nel commentare la decisione di Cialente nel togliere i tricolori dagli uffici pubblici e di riconsegnare la fascia da sindaco.
“Non era stato proprio lui – aggiunge Tinari – solo qualche mese fa, a fare per l’ennesima volta lo sceriffo, dichiarando a gran voce: ’non ci sono più scuse’ e minacciando ritorsioni contro cittadini e progettisti nel caso vi fossero stati ulteriori ritardi, dal momento che, come ebbe a dire, i soldi, grazie al provvidenziale intervento del ministro amico Fabrizio Barca, c’erano e il Comune, per parte sua, aveva elaborato un cronoprogramma che il primo cittadino agitava come una bibbia?”.
”Ora, a distanza di appena qualche mese da questi e altri annunci entusiasti – prosegue Tinari – come quello dell’avvio della ricostruzione il 21 marzo, pronunciato da Barca e mai contrastato da Cialente, si apprende che i fondi non ci sono e che, anzi, il sindaco non se lo fila più nessuno. Proprio lui che, uscendo dall’incontro con il sottosegretario Antonio Catricalà, in occasione dell’ultima pseudo manifestazione con le carriole, aveva addirittura dichiarato di aver parlato personalmente con il Quirinale, ricevendone ampie rassicurazioni in merito al decreto con cui, grazie a lui naturalmente, sarebbero arrivato il sospirato miliardo di euro per sbloccare i cantieri della ricostruzione”.
”L’inquilino del Colle non è cambiato, a Palazzo Chigi siede un uomo del Pd – spiega Tinari – eppure l’ennesima levata di scudi di Cialente non ha sortito alcun commento, né da parte del Capo dello Stato, primo destinatario del messaggio, né da parte del Governo. Evidentemente a Roma pensano che è ora che cuocia nel suo brodo, poiché i ritardi e il blocco della ricostruzione sono imputabili essenzialmente alla sua insipienza e ai suoi errori”.
”La riconsegna della fascia – conclude Tinari – può avere un vero vantaggio per la città solo qualora questo gesto significhi un suo vero farsi da parte. L’ostacolo alla ricostruzione, e se ne sono accorti anche nei palazzi romani, è lui”.



