L’AQUILA – Nervi a fior di pelle e intervento di una “pantera” della Polizia nel tavolo tecnico per la ricostruzione, convocato in serata per consentire l’arrivo del sottosegretario Gianni Letta che comunque non è intervenuto.

Il sindaco dell’Aquila ed ex vice commissario delegato, Massimo Cialente, da tempo in polemica con la struttura commissariale, ha chiamato il 113 dopo aver appreso “che la Sge avrebbe mandato l’ordine di rinnovare i contratti dei fondi immobiliari”, come dichiara ad AbruzzoWeb.

“A chi compete questo? Non lo so – ammette – e voglio chiarezza sui ruoli e sulle competenze. Ho fatto chiamare la polizia e ho posto questo problema”.

“Mi si è detto che sono lì per controllare i sindaci, ma a quanto pare controllano solo me. Dicono che si litiga ma io non litigo, pongo solo problemi reali”, conclude esasperato il primo cittadino. (alb.or.)

IL TAVOLO SVEGLIA LA FILIERA: 60 GIORNI PER LE ”E”

La filiera tecnica per il rilascio dei contributi sulle case classificate “E” avrà al massimo 60 giorni per approvare le pratiche.

È stato stabilito nel corso del tavolo tecnico sulla ricostruzione presieduto dal vice commissario Antonio Cicchetti, che ha così commentato: “Nel pieno rispetto delle modalità e dei tempi dettati dall’ordinanza 3790 e alla luce della sentenza pronunciata dal Tar Abruzzo, l’approvazione delle pratiche dovrà essere portata a termine dalla filiera Fintecna-Cineas-Relusis entro e non oltre 60 giorni dalla presentazione”.

Al tavolo con gli enti erano presenti il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, il consulente giuridico Gian Lorenzo Piccioli, il provveditore alle Opere pubbliche, Giancarlo Santariga, il coordinatore della Struttura di gestione dell’emergenza, Roberto Petullà e altri rappresentanti istituzionali.

Durante la riunione è stata esaminata la procedura per l’approvazione dei progetti relativi agli edifici classificati “E” al di fuori dei centri storici e si è deciso di provvedere ad una seppur limitata revisione, da valere fino al 31 dicembre del corrente anno, che mantenga piena conciliabilità con l’assetto e le convenzioni vigenti, con la finalità di accelerare la ricostruzione pesante.

Ci sarà la possibilità di richiesta di chiarimenti da parte dell’istruttore della pratica una sola volta; questi ultimi dovranno essere depositati entro e non oltre 30 giorni, decorsi i quali l’esito sarà rimesso ai sindaci per le proprie determinazioni.

Tale decisione sarà ufficializzata nei prossimi giorni con apposito documento a firma del commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

IL RETROSCENA: I SINDACI BOICOTTANO LA RIUNIONE

Come anticipato da AbruzzoWeb, i sindaci delle aree omogenee non hanno preso parte alla riunione del tavolo tecnico per la ricostruzione che si è svolta questo pomeriggio.

In mattinata, comunque, i primi cittadini hanno avuto un lungo faccia a faccia chiarificatore con il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, nella quale hanno ribadito i motivi dell’ammutinamento ai due ultimi incontri, quello sulle macerie di martedì (convocato da Massimo Cialente) e quello odierno.

Durante le circa quattro ore di colloquio si è parlato di un maggiore coinvolgimento degli piccoli Comuni nel processo decisionale della ricostruzione.

In pratica i sindaci reclamano la loro porzione di “governance” sulle questioni che contano e non soltanto quando si tratta di assumersi le responsabilità spinose, di cui comunque si sono fatti carico, come l’assistenza alla popolazione o la verifica sui cantieri di ristrutturazione degli edifici.

Fontana ha assicurato il suo sostegno alla causa dei primi cittadini, anche perché la vertenza è arrivata sul tavolo del sottosegretario Gianni Letta, cui i sindaci avevano scritto lunedì preannunciando il boicottaggio.

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