L’AQUILA – Scheda parametrica, provvedimenti di finanziamento in un’unica soluzione, commissione pareri per le autorizzazioni e contributo agevolato “fatto in casa”.
Poggia su questi quattro cardini la rivoluzione annunciata dal Comune dell’Aquila per velocizzare la ricostruzione, che AbruzzoWeb anticipa nei suoi aspetti sostanziali, e per cominciare a spendere gli 800 milioni di euro che il governo ha messo a disposizione per l’annualità 2013.
Un nuovo corso salutato in maniera entusiasta dal primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, che sul suo profilo Facebook ha indicato la prossima primavera come data dalla quale ripartire per aprire i cantieri dentro il centro storico che la città aspetta da anni.
Messe da parte le polemiche con l’ex commissario Gianni Chiodi e le sue strutture, che hanno caratterizzato i tre anni e mezzo del post-sisma, e chiusa la parentesi emergenziale, l’amministrazione si dice pronta ad affrontare la gestione ordinaria con le proprie procedure, “definite in soli tre mesi”, come spiegato dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano.
Una previsione che si è attirata le ironie e le accuse feroci delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, che hanno parlato di sogni senza alcun fondamento concreto e di ottimismo fuori luogo, a fronte del dramma di imprese che aspettano da mesi di essere pagate e di tempi certamenti più lunghi di quelli auspicati.
LA SCHEDA PARAMETRICA
Si tratta di una scheda che sarà compilata dai tecnici incaricati dai privati nella quale saranno inseriti parametri oggettivi relativi al danneggiamento degli edifici ai quali si riferisce e alla loro riparazione.
Una sorta mini-progetto per stabilire l’ammontare del contributo, che sarà rilasciato immediatamente. Solo successivamente ci sarà l’esame di tutti gli elaborati presentati dai professionisti, però nel frattempo i lavori potranno partire.
FINANZIAMENTO CON PROVVEDIMENTO UNICO
Attualmente il finanziamento per la ricostruzione è diviso in parti comuni e parti private che vengono rilasciati separatamente. Con la nuova procedura il provvedimento sarà consegnato ai proprietari con un solo atto che porterà le indicazioni delle somme riconosciute per il miglioramento strutturale dell’intero immobile e di quelle per le riparazioni delle singole unità abitative.
COMMISSIONE PARERI
Sarà istituita una commissione pareri composta da tutti gli enti che, a vario titolo, sono chiamati a rilasciare le autorizzazioni per l’approvazione dei progetti.
Attorno allo stesso tavolo siederanno Soprintendenza, nel caso di edifici vincolati, Genio civile e Comune. Una specie di conferenza dei servizi con la quale si darà l’ok sotto il punto di vista storico, strutturale, urbanistico ed edilizio agli interventi proposti.
Un iter che, al momento, va fatto separatamente.
CONTRIBUTO AGEVOLATO “FATTO IN CASA”
Con l’esaurimento del plafond da 2 miliardi di euro messo a disposizione da Cassa depositi e prestiti per l’erogazione del contributo agevolato attraverso il trasferimento direttamente in banca dell’ammontare complessivo del finanziamento approvato, si è tornati a quello diretto, che in molte occasioni richiede tempi lunghissimi di erogazione.
Il Comune dell’Aquila intende ripristinare una modalità simile alla precedente, tramite la stipula di una convenzione con gli istituti di credito. Una volta stabilito il costo della ricostruzione dei singoli aggregati, il contributo verrà impegnato per intero a valere sulle risorse disponibili e diviso in tre tranche percentuali, l’ipotesi è 40-40-20, e versato in banca a stati di avanzamento dei lavori.
In questo modo proprietari e ditte avranno la certezza di ricevere i soldi in tempi certi e non ci saranno interruzioni sui cantieri dovute alla mancanza di liquidità.
Per tutto il 2013 il Comune dell’Aquila potrà contare su un budget di circa 800 milioni di euro: 150 milioni già stati trasferiti a fine anno, altri 50 arriveranno a breve, mentre i restanti 600 derivano dalla ripartizione dei 2,245 miliardi fatta dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) nell’ultima seduta di dicembre.
IL NODO DELLE PRIORITÀ
In questo quadro generale restano due nodi fondamentali: l’individuazione delle priorità assegnati ai vari ambiti del centro storico dal quale far partire la ricostruzione e il reperimento di ulteriori risorse per le prossime annualità, considerato che i fondi del decreto Abruzzo dell’aprile 2009 sono ormai esauriti.
“Certamente l’asse centrale dell’Aquila è il ‘core business’ della città, lì dove si svolgeva la vita commerciale e sociale – sottolinea Di Stefano – quindi i primi cantieri si apriranno là”.
“Nel frattempo, però – aggiunge – occorre sgomberare il campo da un equivoco. Si dice che la ricostruzione in centro storico non decolla, questo è vero solo in parte: se per centro si intende quello dentro le mura c’è da rilevare che lavori sono in corso, solo per fare qualche esempio, alla Villa comunale, su via dei Giardini e a Santa Maria di Farfa, quando parliamo della città medievale, invece, c’è quasi tutto da fare”.
Sui soldi necessari dal 2014 in poi, infine, Di Stefano traccia la linea: “appena si sarà insediato il prossimo governo dovrà riprendere il pressing per far stanziare una cifra fissa l’anno perché la ricostruzione vera non si fa con soli 800 milioni”. Pierluigi Biondi



