L’AQUILA – I sindaci del cratere sismico, pronti alla mobilitazione, si riuniranno in assemblea il 15 marzo, per chiedere che venga finalmente sbloccata l’impasse del processo di ricostruzione causata dal fatto che Paolo Esposito, il coordinatore dell’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), riconfermato l’11 gennaio scorso, non può firmare gli atti e i mandati di pagamento, in quanto il rinnovo avvenuto con un Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), firmata dal sottosegretario Claudio De Vincenti, non ha ancora la vidimazione della Corte dei conti.

In più di un Comune, pertanto, le ditte stanno fermando i lavori nei cantieri.

A lanciare la mobilitazione è il Tavolo di coordinamento delle Aree omogenee che rappresenta i 56 comuni del Cratere sismico, che si è riunito ieri sera e ha deciso di convocare l’Assemblea dei Sindaci per il giorno 15 marzo “al fine di chiedere a gran voce il ripristino totale ed effettivo della governance dell’Usrc, che assicuri ai Comuni il flusso di cassa necessario per evitare che gli operatori impegnati nella ricostruzione subiscano danni economici e morali irreparabili, considerata l’intollerabile paralisi che sta attanagliando l’attività di ricostruzione”.

“È dal 1 gennaio 2016 – si legge in una nota – che tutti i Comuni del Cratere sono stati privati, senza alcuna motivazione, della figura amministrativa titolata a firmare gli atti di rilevanza esterna indispensabili per assicurare una ricostruzione post sisma senza ritardi, evitando ulteriori disagi ai cittadini che attendono di ritornare al più presto nelle loro abitazioni e agli operatori economici impegnati nei cantieri finalmente aperti e operativi”.

Il 25 novembre dell’anno scorso i coordinatori del tavolo delle aree omogenee, Francesco Di Paolo e Sandro Ciacchi, al fine di evitare lo stallo della ricostruzione, hanno firmato il verbale contenente l’intesa sulla designazione di Esposito a titolare dell’Usrc per il triennio successivo. 

Il 16 dicembre, poi, è stata disposta una proroga dell’incarico di Esposito sino al 31 dicembre 2015.

E ancora, l’11 gennaio è stato firmato il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ma senza “bollinatura” sul decreto da parte della Corte dei conti Esposito non può firmare mandati di pagamento.

“È da due mesi che i sindaci – protestano pertanto Ciacchi e Di Paolo – con spirito di sacrificio e di profondo rispetto per le istituzioni, sono in attesa che il perfezionamento della registrazione dell’atto di governo che restituisca al titolare dell’Ufficio la facoltà di firmare gli atti necessari alla ricostruzione. Ma l’attesa non può prorogarsi ulteriormente!”

Presso l’ufficio dell’Usrc di Fossa confluiscono i fondi, sia in termine di competenza che di cassa, che su richiesta dei Comuni e in seguito all’istruttoria dei funzionari vengono destinati ai vari interventi di ricostruzione.

Fondi finalmente sufficienti per il “tiraggio” della ricostruzione, per pagare cioè tutti cantieri in essere, e quelli che apriranno nel 2016.

Eppure tutto si sta bloccando per la mera mancanza di un passaggio burocratico in un palazzo romano.