L’AQUILA – Una sparuta rappresentanza, quella dei parlamentari abruzzesi che sono riusciti a trovare un buco di qualche ora nella loro agenda per venire oggi all’ufficio speciale per la ricostruzione dei “cratere” di Fossa (L’Aquila) ad ascoltare le ragioni e il grido di allarme dei sindaci di 56 Comuni dove la ricostruzione rischia di fermarsi tra poche settimane per mancanza di risorse economiche.
C’erano solo la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, il deputato di Sinistra ecologia libertà Gianni Melilla e il deputato del Pd Antonio Castricone. Vittoria D’Incecco, anche lei deputata del Pd, ha delegato il vice sindaco di Manoppello (Pescara), Lorenzo Esposito.
Assenti tutti gli altri. Il coordinatore dei comuni del cratere Emilio Nusca comunque minimizza, “L’invito è stato fatto a tutti e 21 gli onoervoli eletti in Abruzzo, peccato non siano venuti. L’importante comunque è che siano ben presenti e attivi in Parlamento sula causa della ricostruzione post-sismica”.
I deputati che non hanno risposto all’appello sono Tommaso Ginoble, Maria Amato e Yoram Gutgeld, del Partito Democratico. A cui si aggiunge Gianluca Fusilli, appena subentrato a Giovanni Legnini nominato vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. E ancora Gianluca Vacca, Andrea Colletti, Daniele Del Grosso del Movimento 5 stelle, Fabrizio Di Stefano di Forza Italia, Paolo Tancredi e Filippo Piccone del Nuovo centro destra. E infine il montiano Cesare Sottanelli.
I senatori che non hanno dato seguito all’invito sono Federica Chiavaroli, Ncd, Paola Pelino e Antonio Razzi di Forza Italia, Enza Blundo e Gianluca Castaldi, M5s. Alla lista degli assenti potrebbe infine essere aggiunto anche il napoletano Gaetano Quagliariello, Ncd, eletto in Abruzzo e che aveva promesso il massimo impegno per le esigenze e del territorio e della ricostruzione post-sismica.
“Con 250 milioni del Cipe per L’Aquila e il cratere copriamo il 2014, il buco nero è il 2015, ma fino ai primi di dicembre dobbiamo riuscire a inserire fondi nella legge di stabilità – ha detto la Pezzopane – Ora abbiamo un problema in più, il vuoto lasciato da un abruzzese come Giovanni Legnini nella postazione decisiva di sottosegretario all’Economia. A Roma, infatti, nessuno ci regala nulla, la coperta è molto stretta e noi ci stiamo facendo molti nemici, perché passiamo per quelli che si lamentano sempre perché siamo quelli che chiediamo sempre soldi, togliendoli ad altre poste di bilancio”.
“Il premier Renzi – ha assicurato Castricone – è estremamente attento alla ricostruzione aquilana e non è necessario che arrivi domani mattina, la sua agenda è molto complicata. Daremo battaglia a chi pensa che per la ricostruzione del ‘cratere’ sismico non sia una priorità, e ci possa prendere tuta la calma, diluendola nei prossimi decenni”.
“Bisogna destinare risorse sufficienti per velocizzare la ricostruzione – ha ammesso Melilla – ma da Roma le notizie non sono buone. Dovremo dare battaglia in sede di approvazione di legge stabilità. E pc’è bisogno di massima trasparenza, in quanto, in modo evidente, lo spirito pubblico, l’atteggiarsi dei cittadini nei confronti della ricostruzione dell’Aquila rischia di diventare negativo, davanti a tanti casi di corruzione e sprechi di denaro. Ed è per questo che ho proposto l’istituzione di una commissione d’inchiesta”.
Il confronto con gli amministratori locali ha preso avvio da un costatazione del direttore dell’ufficio speciale, Paolo Esposito: in base al ritmo con cui si completano le pratiche e l’approvazione dei progetti, ogni mese per aprire cantieri potrebbero essere impiegati non meno di 42 milioni di euro, ovvero sarebbero necessari oltre 500 milioni di euro l’anno.
Tutto questo per completare nel 2024 la ricostruzione di tutti e i 56 Comuni del cratere, eccetto L’Aquila che fa storia a sé, ricostruziuone stimata in 3,5 miliardi di euro per gli edifici privati e 800 milioni per gli edifici pubblici.
Ma il tiraggio di risorse che garantisce il governo centrale è stato finora un rigagnolo, rispetto a tale cronoprogramma. Circa 500 milioni sono stati spesi, ma complessivamente dal 2009. E a novembre nessun cantiere potrà aprire se non saranno stanziate altre risorse.
Piccola boccata di ossigeno i 163 milioni di euro dal Cipe in agosto. Il problema è che nella legge di stabilità non c’è ancora un euro, né per il capoluogo ne per gli altri comuni terremotati, tanto che domani alle 11, nella sede romana del Pd in via del Nazareno, il vice segretario, Lorenzo Guerini, braccio destro del premier, Matteo Renzi, riceverà una folta e agguerrita delegazione aquilana.
“Siamo agli sgoccioli – ha esordito il coordinatore dei Comuni del cratere, Emilio Nusca – Bisogna unire le forze e fare pressione Roma, in particolare presso la Ragioneria generale dello Stato, che non capisce nemmeno la differenza tra fondi già impegnati e fondi che ci servono per i nuovi cantieri. Dobbiamo avere certezze, a cominciare dai fondi da stanziare per il 2015 nella legge di stabilità. E poi bisogna ritrovare il bandolo della matassa sulla legge della ricostruzione, non sappiamo nemmeno quale sia la bozza su cui ragiona il governo, ese in essa ci sono i punti richiesti dai Comuni”.
“La ragioneria dello Stato – spiega il vice sindaco di Goriano Sicoli (L’Aquila), Sandro Ciacchi, vice di Nusca – deve capire che 100 milioni di euro divi per tutti i Comuni non bastano in ciascuno di essi nemmeno per aprire un cantiere, visto che il costo medio per un aggregato è superiore di solito ai 2 milioni di euro”.
Questi i sindaci presenti: Lanfranco Chiola, sindaco di Cugnoli, in provincia di Pescara, Luciano Mucciante, sindaco di Castel del Monte, Francesco Di Paolo, sindaco di Barisciano, Sandro Ciacchi, vice-sindaco di Goriano Sicoli, Paolo Eusani, sindaco di Prata d’Ansidonia, Massimo Tomassetti, sindaco di Collepietro, Paolo Federico, vice sindaco di Navelli, Umberto Giammaria, sindaco di Tornimparte, tutti comuni in provincia dell’Aquila, i cui sindaci rappresentano le varie aree omogenee in cui il cratere sismico è stato suddiviso.



