L’AQUILA – Una diffida al commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi e alla Regione Abruzzo “dallo stipulare accordi, contratti o convenzioni con Università e Enti similari”. Pronta la replica di Chiodi che ha dichiarato: “Gli ingegneri leggano le carte con più attenzione”.
A firmarla, il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Giovanni Rolando, che insieme agli altri componenti del vertice del Consiglio nazionale questa mattina è arrivato in città per chiarirne i motivi e le azioni da intraprendere in caso di mancato rispetto delle norme.
A far andare su tutte le furie gli ingegneri è stata la nota firmata dal commissario Chiodi e indirizzata ai sindaci del “cratere” contenente una bozza di convenzione tra i Comuni stessi e le Università. Una convenzione che escluderebbe di fatto gli ingegneri dal processo di ricostruzione.
“Non siamo assolutamente d’accordo con questa convenzione – ha spiegato Rolando – innanzitutto non è a norma di legge. E poi non è accettabile un rapporto univoco con l’Università quando ci sono dei professionisti capaci”.
I circa 5 mila ingegneri che ci sono in Abruzzo, secondo Rolando, “sono i veri professionisti, l’Università invece si occupa di formarli”.
Il presidente nazionale degli ingegneri ha poi annunciato che se questa linea del commissario Chiodi non verrà modificata andranno avanti per le vie legali. “Faremo una forte opposizione – ha ribadito – se questa convenzione con l’Università verrà stipulata. Se invece non sarà così, continueremo a dare a Chiodi la nostra collaborazione”.
Secondo i vertici dell’Ordine questa convenzione, oltre a non rispettare le norme contenute nel decreto legislativo n.163 del 2006 (codice dei contratti pubblici), non offrirebbe quella garanzia di “speditezza e qualità di risultati” auspicata dallo stesso Chiodi nella nota inviata ai sindaci.
“Come si fa a ottenere la qualità dai laureandi?”, ha affermato Maurizio Vicaretti, presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Pescara, in relazione al fatto che se gli incarichi venissero affidati alle Università sarebbero gli studenti, coordinati dai docenti, a svolgere le attività relative alla ricostruzione.
Studenti che, secondo il presidente dell’Ordine dell’Aquila, Paolo De Santis, avrebbero già commesso non pochi errori. “Sono sotto gli occhi di tutti gli errori commessi riguardo gli esiti delle verifiche di agibilità. Non vorremmo che anche nel processo di ricostruzione si sbagli”.
Per quanto riguarda le case classificate “E”, per le quali il termine per la presentazione delle richieste di contributo è stato fissato al 30 giugno 2011, De santis ha aggiunto che “l’Ordine ha fatto il massimo. Problemi ancora ci sono, come quelli sui limiti di contributo. Ho detto espressamente di consegnare ugualmente i progetti, anche se incompleti. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, a questo punto saranno i cittadini che se la vedranno direttamente con la politica. Anche perché è ora di finirla di dire che la colpa è dei professionisti”.(e.m.)
CHIODI: ”INGEGNERI LEGGANO ATTI CON PIU’ ATTENZIONE”
L’AQUILA – “L’Ordine degli ingegneri incorre, probabilmente suo malgrado, in un errore di lettura: il Commissario delegato non ha mai affidato né affida alcunché. La Ricostruzione è di competenza dei Comuni, ai quali il Commissario delegato per la Ricostruzione, attraverso le proprie Strutture, presta supporto per il rafforzamento della loro capacità di governo”.
È quanto chiarisce il Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, replicando alle affermazioni della categoria emerse stamane nel corso di una conferenza stampa.
“Su richiesta di alcuni Sindaci del cratere – ricorda – è stata predisposta una bozza di Convenzione per la realizzazione di attività relative alla ricostruzione, con annesso capitolato tecnico delle prestazioni da svolgere e valutazione dei relativi costi: tutto ricompreso, è vero, nei servizi relativi ad architettura ed ingegneria e ai servizi di consulenza, ma soltanto con riferimento alla pianificazione territoriale e urbanistica, alla valutazione economica e all’analisi dei profili sociali, alle procedure tecnico/amministrative: bastava leggere con qualche attenzione convenzione e capitolato”.
“Di più – spiega meglio il Commissario – Sempre se si fosse usata l’attenzione richiesta, l’Ordine degli ingegneri avrebbe potuto rendersi conto che la suddetta attività di supporto è stata resa su richiesta di alcuni Sindaci che hanno intenzione di avviare rapporti con Università italiane e/o con altri enti pubblici di ricerca (tra l’altro, presenti sul territorio sin dai giorni successivi al terremoto, offrendo gratuitamente la loro attività di ricognizione e di rendicontazione degli immobili distrutti dal terremoto ai Comuni e alla Protezione civile), nonché su richiesta di altri Sindaci che analoga attività di supporto intendono affidare a soggetti privati”.
“Stia tranquillo l’Ordine degli ingegneri – esorta il Commissario Chiodi – In genere e per suo statuto, l’Amministrazione pubblica si muove in modo conforme a legge; qualora questo non dovesse avvenire con atti specifici (e non sulla base di mere intenzioni, a cui sembra voler fare riferimento la diffida in esame) esistono molti strumenti per correggerne l’azione”.
Per il Commissario, poi “gli atti relativi ad eventuali rapporto con le Università sono stati strutturati in termini di cooperazione tra enti pubblici, finalizzati a garantire l’adempimento di una funzione di servizio pubblico di interesse comune e rispecchiano quanto è previsto dalla normativa – comunitaria e nazionale – in materia e dalla giurisprudenza che ne è seguita”.
“In alternativa alle Istituzioni universitarie – fa notare, infine – è stato elaborato un secondo modello per l’affidamento a soggetti privati dei servizi di consulenza, assistenza tecnica, attraverso modalità di evidenza pubblica. Entrambi i modelli si strutturano come attività di supporto al Responsabile del Procedimento del Comune interessato”.





