PESCARA – Il Senato ha approvato l’emendamento del Governo che fornisce l’attesa interpretazione autentica sulla natura dei contributi a fondo perduto per la riparazione degli edifici privati.
Si tratta di “indennizzi”: una svolta, visto che, se la legge sarà approvata entro il 5 ottobre, eviterà gli appalti per i lavori di ricostruzione pesante nel “cratere”, statali (per lavori da 1 a 5 milioni di euro) o addirittura europei (sopra i 5 milioni), che si sarebbero dovuti bandire se si fosse parlato di “contributi”.
A rendere noto la notizia è stata la Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge). L’emendamento stabilisce appunto che i contributi, “previsti dal decreto legge numero 39 del 2009 convertito nella legge 77/2009, destinati alla ricostruzione, riparazione o acquisto di immobili e concessi ai privati o ai condomini, devono intendersi concessi a titolo di indennizzo”.
La struttura commissariale sottolinea che qualora la legge contenente tale specifica norma venisse approvata, la ricostruzione degli edifici privati danneggiati potrebbe proseguire senza le procedure di evidenza pubblica previste dal codice degli appalti e quindi con enorme risparmio di tempo.
“Intendo ringraziare il Governo – ha commentato il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi – e in particolare il presidente Silvio Berlusconi e il sottosegretario Gianni Letta, per aver mantenuto gli impegni presi nella riunione dello scorso fine luglio: appena ripresi i lavori parlamentari il Governo ha proposto al Senato di inserire la norma in una legge di conversione di un decreto in scadenza”.
“Spero ora – ha aggiunto Chiodi – che non ci siano da parte del Parlamento modifiche ulteriori. Confido nel senso di responsabilità dei parlamentari, i quali, tra coloro che ho avuto modo di sentire, mi hanno assicurato il massimo impegno per contribuire alla soluzione di una questione giuridica che di fatto è di vitale importanza per l’avvio della ricostruzione privata pesante”.
Sui tempi per arrivare alla definitiva approvazione si evidenzia che il decreto legge cui fa riferimento la legge di conversione che contiene la norma interpretativa scade il 5 ottobre prossimo, essendo entrato in vigore il 6 agosto 2010.
Entro quella data la legge di conversione deve essere approvata.
CIALENTE: ”RIMOSSO UNO DEGLI OSTACOLI MAGGIORI ALLA RICOSTRUZIONE”
L’AQUILA – “È stato rimosso uno degli ostacoli più gravi alla ricostruzione”.
Con queste parole il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che oggi si è dimesso da vice commissario di governo, ha commentato “la giusta interpretazione, da parte del Senato circa la natura di indennizzi dei finanziamenti per la ricostruzione”.
“Con l’approvazione di questo emendamento – ha proseguito Cialente – si apre la possibilità che i cittadini, scegliendo progettisti e imprese, possano andare al più presto a eseguire i lavori di ristrutturazione, scongiurando il rischio di dover procedere per bandi pubblici, addirittura europei che, oltre a essere impossibili da proporre per i singoli cittadini, avrebbero rallentato per mesi, se non per anni, l’avvio della ricostruzione”.
“È chiaro che, al fine di tutelare i cittadini e assicurare nel contempo la massima trasparenza e onde evitare quanto si è in parte verificato per la riparazione delle abitazioni in categoria ‘B’ e ‘C’ – ha ribadito il primo cittadino – ripropongo l’assoluta necessità di predisporre una white list delle imprese e dei progettisti”.
Il sindaco rivolge quindi un ringraziamento al sottosegretario Gianni Letta. “Avendo seguito in questi mesi costantemente, direi quasi quotidianamente, il problema – ha ricordato – ringrazio Letta che, solo oggi pomeriggio, quando sembrava che l’emendamento fosse stato sepolto, è riuscito a convincere il Governo”.
“Si tratta di un ringraziamento non solo formale – ha aggiunto – che rivolgo a chi ha voluto comprendere le ragioni che, a nome di tutti i Comuni del cratere, portavo avanti ogni giorno, disturbandolo perfino alla vigilia di Ferragosto. Esprimo grande soddisfazione, lo ripeto, anche perché il contatto continuo con il senatore Lusi, in mattinata, aveva ingenerato in me molte preoccupazioni sull’esito della vicenda. Con questo provvedimento del Senato è stato rimosso, torno a sottolinearlo, uno degli ostacoli più gravi alla ricostruzione”.
“Nell’invitare a rimboccarci le maniche tutti – ha concluso Cialente – auspico che questo risultato porti maggiore serenità anche alle imprese e ai progettisti, da cui ci aspettiamo grande impegno e generosa collaborazione”.



