L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in una nota inviata a Enel Gas, Enel Energia e Gran Sasso Acqua, denuncia gravi ritardi nelle procedure di riallaccio delle utenze negli immobili ristrutturati o ricostruiti a seguito del sisma del 6 aprile 2009, fatto questo che “causa aggravi di costi alla collettività nazionale” perché c’è da sostenere maggiori spese per l’assistenza alle famiglie ancora sfollate.

Cialente ha convocato una riunione dei rappresentanti di questi enti per il prossimo 19 settembre e chiede che il servizio sia assicurato entro 3 mesi dalla richiesta.

La lettera è indirizzata anche all’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, ai dirigenti del settore comunale Ricostruzione Vittorio Fabrizi e Mario Di Gregorio e al direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Paolo Aielli.

“Registro, con crescente preoccupazione e imbarazzo, gravi ritardi tra la fine dei lavori negli edifici ricostruiti o ristrutturati e il riallaccio delle utenze – scrive – Emergono difficoltà in diverse fasi: mi si parla della necessità di sopralluoghi, di staffe da montare e di altre problematiche di vario conto”.

Secondo Cialente, “ogni giorni di ritardo di rientro a casa di una famiglia costa alla collettività nazionale in termini di autonoma sistemazione; ogni giorno di ritardo rinvia la riconsegna di alloggi del piano C.a.s.e. o Map o di appartamenti in fitto concordato o del Fondo, per i quali paghiamo centinaia di euro al mese”.

“Condividerete con me che tutto ciò, oltre a prolungare inutilmente un disagio per decine e decine di famiglie, configura un danno erariale”, ricorda il primo cittadino rivolgendosi agli interlocutori di Enel Gas, Enel Energia e Gran Sasso Acqua.

Cialente parla di “ritardi ingiustificabili e indifendibili specie laddove tale problematica dovesse, come temo, diventare da un momento all’altro di pubblico dominio a livello nazionale”, conclude.