’AQUILA – Rischiano di rimanere a casa dal primo gennaio i 142 dipendenti precari del Comune dell’Aquila, su una pianta organica di 445 con contratti a tempo indeterminato, assunti dopo il terremoto per far fronte all’enorme mole di lavoro legata all’emergenza post sisma e allo smaltimento di pratiche e servizi per la ricostruzione.
A fine mese, infatti, scadranno i contratti, e per il rinnovo sono necessari cinque milioni di euro, somme attualmente non nelle disponibilità delle casse comunali.
Il grido d’allarme viene lanciato dal il segretario regionale Fpl Uil, Fabio Frullo, che ha denunciato come “Al comune dell’Aquila esiste la percentuale più alta di precari d’Italia negli enti, il 32%, mentre la media nazionale si attesta al 5%. Oltre al dramma nel dramma, di persone terremotate che rischiano di perdere anche il lavoro, si rischia un’altra catastrofe: il blocco di tute le attività legate alla ricostruzione”.
“Tutti questi dipendenti, infatti, – ha aggiunto Frullo – sono impiegati negli uffici che a vario titolo si occupano di ricostruzione. Senza di loro la macchina non verrebbe rallentata, verrebbe proprio bloccata. Il Comune deve farsi carico di questa situazione, ma finora non è stata preso alcun provvedimento”.
L’esponente Uil ha proposto l’apertura immediata di un tavolo tecnico per il confronto tra le parti per individuare un percorso che porti almeno ad una proroga dei contratti:
“È necessario che il Comune si adoperi presso il Ministero dell’Economia e della Funzione pubblica per chiedere una deroga al patto di stabilità per poter procedere alla proroga dei contratti: servono cinque milioni o dal primo gennaio 142 persone rimarranno a casa. L’Amministrazione comunale si muova prima che sia troppo tardi”. (g.a.)



