L’AQUILA – Un programma complessivo di riqualificazione urbanistica e ambientale: questa la strategia lanciata per il quartiere aquilano di Valle Pretara, nell’immediata periferia del capoluogo, varata dopo un vertice in cui il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano hanno incontrato nella sede provinciale dell’Ance i cittadini del quartiere.

L’iniziativa ha avuto la stretta collaborazione di Linea Amica e del Sed, che hanno curato l’organizzazione e le convocazioni dei cittadini, anche se sulle modalità ci sono state polemiche: il consigliere di circoscrizione Roberto Santangelo ha criticato il fatto che la convocazione “è stata effettuata tramite sms e passaparola”.

L’incontro segue, a distanza di qualche giorno, quello con i residenti dell’ambito di Santa Maria di Farfa e si iscrive in un programma complessivo di incontri con la cittadinanza finalizzati all’individuazione di progetti e strategie condivise.

Secondo l’assessore Di Stefano, l’esigenza di una riqualificazione per il quartiere “appare oggi come non più rinviabile. La finalità dell’incontro con i cittadini – ha aggiunto – è quella di promuovere un dibattito e un confronto dal quale possano emergere esigenze, istanze e problematiche legate alla ricostruzione e alla riqualificazione del quartiere. Non vogliamo, infatti, che gli interventi siano frutto di decisioni ‘calate dall’alto’”.

L’assessore ha parlato di “un programma che parta dalle istanze della base e che disegni un progetto urbanistico nato dalle esigenze, dalle aspettative e dalle istanze dei cittadini, ponendo al centro degli interventi le strutture civiche, le scuole, i parcheggi e le infrastrutture volte a migliorare la viabilità, come il ponte di collegamento con il viale Duca degli Abruzzi”.

“Abbiamo anche coinvolto nel dibattito – ha concluso – autorevoli tecnici e studiosi del settore, anche internazionali, come il professor Francesco Giancola e l’ingegnere Alessia Rossi, che hanno elaborato analisi di supporto e schemi di assetto generale, insieme con esperti e studiosi dell’Università spagnola di Valencia, perché vogliamo che questo programma raccolga, a 360 gradi, le migliori idee, le migliori proposte e la migliore partecipazione possibile”.

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