L’AQUILA – Una proposta di legge d’iniziativa popolare sul terremoto che ricalchi quella di oltre dieci anni fa fatta per Umbria e Marche; una lettera al ministro Roberto Maroni per rifiutare le accuse di aver provocato gli scontri con la polizia il 7 luglio a Roma; l’invito a commissario e vice, Gianni Chiodi e Massimo Cialente, a confrontarsi in pubblico sulle cifre della ricostruzione. Infine, un’iniziativa da fare di nuovo a Roma per presentare materiale foto e video sul corteo e gli scontri e fare chiarezza sull’accaduto.
Queste le quattro principali decisioni prese dall’assemblea di oggi del presidio permanente di piazza Duomo, svoltasi dentro il tendone nel cuore della città, affollatissimo di cittadini e di alcuni rappresentati istituzionali.
UNA PROPOSTA DI LEGGE COME QUELLA PER UMBRIA E MARCHE
L’AQUILA – L ’assemblea del presidio permanente di piazza Duomo si farà carico di elaborare una legge di iniziativa popolare sul terremoto, da presentare all’inizio dell’autunno, dopo aver raccolto le 50 mila firme che la Costituzione fissa come soglia per una simile iniziativa.
“Ci rendiamo conto – spiega Anna Lucia Bonanni, del presidio – che si tratta di un’iniziativa ambiziosa e che a Beppe Grillo è stata rifiutata la discussione di leggi presentate anche con milioni di firme, ma si tratta prima di tutto di un gesto politico”.
“I nostri tecnici – aggiunge – sono già al lavoro per arrivare quanto prima a un testo che ricalchi la legge, quella sì fatta dal governo, varata dopo il terremoto di Umbria e Marche, con previsioni finanziarie, ricostruzione e quant’altro”.
LETTERA A MARONI: ”NESSUN ESTRANEO, VIA DIRIGENTI DI POLIZIA TENDENZIOSI”
L’AQUILA – Una lettera al ministro degli Interni, Roberto Maroni sugli incidenti della manifestazione, con la quale si respingono le accuse delle forze dell’ordine su presunte provocazioni dei manifestanti, si chiede un’inchiesta e le dimissioni dei dirigenti che hanno dato una versione tendenziosa dei fatti.
Questa la decisione presa nell’assemblea di oggi del presidio permanente di piazza Duomo, che ha organizzato le manifestazioni del 16 giugno all’Aquila e del 7 luglio a Roma per la sospensione delle tasse, l’occupazione e il sostegno all’economia terremotata.
L’assemblea ha approvato la lettera e chiede di sottoscriverla a tutti gli attori istituzionali che hanno aderito e partecipato alla manifestazione: in primo luogo, quindi, i sindaci, il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, i sindacati, l’Università, la curia e altri.
Questo il testo della lettera.
Al Ministro degli Interni On. Roberto Maroni.
Signor Ministro, abbiamo letto le Sue dichiarazioni riguardo la richiesta di indagine per verificare i fatti accaduti durante la manifestazione degli aquilani a Roma del 7 luglio scorso. Chi le scrive è l’assemblea dei cittadini del presidio di Piazza Duomo, promotrice di quella manifestazione. La presente è per portare alla sua conoscenza degli elementi in grado di aiutare lo svolgimento dell’inchiesta. Abbiamo sentito il capo della Digos di Roma, il Questore di Roma e anche il capo della Polizia, dott. Manganelli, evocare la presenza di elementi esterni a noi estranei che avrebbero agito da agenti provocatori. La informiamo che di quel che è accaduto gli unici responsabili siamo noi, cittadini aquilani, madri, padri, figlie e figli. Di questo CI ASSUMIAMO TUTTI UNITI PIENA E UNICA RESPONSABILITA’. Tutto il resto sono delle assolute falsità.
Riteniamo nostro diritto far sentire la nostra voce pacificamente nei palazzi dove si vuol negare il futuro alla nostra Terra e ai nostri figli. Questo diritto lo difendiamo, siamo determinati e uniti, senza mai retrocedere, con i nostri Sindaci e i nostri gonfaloni, sempre con le mani alzate, con i nostri volti ben visibili e armati solamente della bandiera neroverde della nostra città (tutte rigorosamente con asta di plastica leggera). Tutti i filmati possono testimoniarlo. Noi non abbiamo nulla da nascondere. Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.
I dirigenti del suo Ministero che affermano il contrario, a cominciare dal dott. Manganelli, o sono male informati o, molto probabilmente, agitano inesistenti spettri per coprire i propri errori. In entrambi i casi riteniamo che incarichi così delicati non possano essere più ricoperti da persone che mentono per coprire le proprie responsabilità screditando le Istituzioni che rappresentano.
Per questo Le chiediamo di procedere alla loro immediata sostituzione.
Siamo a Sua completa disposizione, se riterrà utile ascoltarci nell’ambito dell’inchiesta che ci auguriamo sia rapida e approfondita.
Rileviamo comunque che l’attenzione data dal governo – e conseguentemente da molti mezzi di informazione – agli incidenti e alle presunte provocazioni, rappresenti solo uno spostamento dell’attenzione rispetto ai problemi e alle richieste di cui i cittadini manifestanti erano portatori: cioè il loro SOS Ricostruzione (che significa Sospensione delle tasse, Occupazione, Sostegno all’economia), e soprattutto la necessità di una legge organica sul terremoto che stabilisca tempi e finanziamenti certi e che possa consentire di riprogettate il futuro del territorio. Tutti problemi sui quali nessuna risposta è stata data dal governo.
Dal tendone di Piazza Duomo, i cittadini dell’Assemblea le porgono
Distinti Saluti
DI NUOVO A ROMA PER CHIARIRE SCONTRI CON FOTO E VIDEO
L’AQUILA – Al fine di ristabilire la verità rispetto a quanto accaduto il 7 luglio a Roma, l’assemblea del presidio permanente di piazza Duomo ha deciso di organizzare già nella prossima settimana un’iniziativa sull’informazione.
I cittadini torneranno di nuovo a Roma per presentare il materiale fotografico e video sulla manifestazione, riproporre la piattaforma dell’evento e dare il più ampio resoconto all’opinione pubblica su quanto è realmente avvenuto in via del Corso.
CHIESTO UN CONFRONTO CHIODI-CIALENTE SULLE CIFRE
L’AQUILA – Come già anticipato da AbruzzoWeb, l’assemblea del presidio permanente di piazza Duomo chiederà al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, un confronto pubblico con il suo vice, Massimo Cialente, per chiarire le tante voci e dichiarazioni che si susseguono negli ultimi tempi, riguardo alla mancanza o alla non capacità di spesa dei fondi per la ricostruzione. (alb.or.)
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