L’AQUILA – ”Un piano che ci preoccupa, perché oggi sappiamo di incidere sullo sviluppo del paese per i prossimi 60-70 anni. Un piano definito da tempo ma all’ultimo momento è stato chiesto all’Univeristà di Camerino (Macerata) di predisporre norme più cogenti per i nuovi edifici al fine di avvicinarsi maggiormente alla nostra idea di borgo”.

Così il presidente dell’amministrazione separata degli usi civici di Tempera (L’Aquila), Sergio Iovenitti, ha “donato” al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la proposta del piano di ricostruzione di Tempera.

”Proposta perché sarà il Consiglio comunale ad adottare il piano che intenderà presentare al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi – ha aggiunto Iovenitti – Un piano che sicuramente non sarà e né potrà essere disarticolato come in un primo momento si era temuto”.

Iovenitti ha poi chiesto al primo cittadino di “attivare un tavolo tecnico permanente per confrontarci e arrivare all’adozione del piano, che anche se modificato, sia condiviso da tutti. La rimozione delle macerie è a buon punto per questo mi auguro che prima delle elezioni amministrative il sindaco possa inaugurare anche il primo cantiere della ricostruzione a Tempera”.

Il costo totale del piano di ricostruzione della frazione aquilana, redatto dall’Università di Camerino, facoltà di Archittetura, si aggira sui 61 milioni di euro, di cui 11 milioni per gli interventi pubblici, 8 milioni di euro per gli interventi del parco del fiume Vera e 41 milioni di euro per gli interventi privati.

Il professore Marco D’Annuntiis, insieme al preside di Facoltà, Umberto Cao, ha illustrato gli aspetti del piano di ricostruzione e sviluppo di Tempera nei vari punti in cui esso è stato articolato: ”un lungo processo di condivisione soprattutto con la popolazione del posto. I disagi maggiori sono stati quelli di intervenire su un centro storico quasi totalmente distrutto e su cui sono state smaritte le piante degli edifici. Noi con l’aiuto degli abitanti siamo riusciti a rilevare l’originaria conistenza edilia e l’assetto dei proprietari”.

Per il professore si ”vuole far rinascere il borgo cancellando i segni del terremoto. Abbiamo ricostruito quindi tutte le piazze, le vie e gli spazi aggregativi. Recupereremo le bellezze architettoniche all’altezza del fiume, come il molino”.

Massima attenzione è stata data al fiume Vera “per sperare – ha spiegato Iovenitti – di creare occupazione per i giovani del paese. È il nostro piano di sviluppo del territorio”.

In evidenza anche il piano dei sottoservizi progettato con le società Gran sasso acqua, Enel e Telecom.

”Con loro – ha motivato Iovenitti – in conferenza dei servizi è stato approvato il piano dei sottoservizi che prevede un cunicolo per tutti i servizi pubblici escludendo, per ragioni di sicurezza, la sola linea del gas”.

Soddisfatto il sindaco Cialente, insieme all’assessore comunale Piero Di Stefano e i dirigenti Chiara Santaro, Vittorio Fabrizi e l’architetto consulente del Comune Daniele Iacovone, presente oggi a Tempera per la consegna del piano di ricostruzione.

”È ottimo che i piani – ha detto Cialente – abbiano la partecipazione dei cittadini che devono vivere la città e le frazioni”.

Per il primo cittadino ”si cercherà di fare al più presto per approvare in Consiglio comunale il piano per poi consegnarlo alla Struttura tecnica di missione. Buona anche l’idea dell’unico cunicolo per i sottoservizi in cui potrebbe essere utilizzata anche per la banda larga, un’altra potenzialità per la notra città”.

Alla consegna ha partecipato anche l’arcivescovo ausiliario, Giovanni D’Ercole, che ha benedetto simobolicamente la consegna dei piano di ricostruzione al Comune.