L’AQUILA – Non ha ancora risposto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, all’appello lanciato da ordini professionali e categorie produttive che qualche giorno fa hanno invocato un incontro urgente per fare il punto sulle discrasie e le incongruenze che sarebbero contenute all’interno del decreto 27 del 2 dicembre scorso, grazie al quale potrebbe essere dato il via alla cosiddetta “ricostruzione pesante”, ovvero quella degli edifici più danneggiati e classificati ‘E’.
Secondo alcuni tecnici l’atteso strumento legislativo, emanato per dare chiarimenti sull’opcm 3790/2009 e successiva opcm 3881/2010, non ha in realtà risposto alle osservazioni il 26 novembre al capo della struttura tecnica di missione, l’architetto Gaetano fontana, da parte di tutti quegli organi ed enti datoriali che ora chiedono di incontrare Chiodi.
In particolare si fa riferimento alla interpretazione diversa da parte dei professionisti a quanto cita l’articolo 2 del decreto 27. In merito al contributo (indennizzo) concesso per la sostituzione edilizia sarebbe più opportuno il confronto tra l’importo complessivo, come da computo metrico estimativo, del progetto definitivo di riparzione/miglioramento sismico con quello di sostituzione edilizia, rapportati ad una stessa superficie.
Nel caso in cui il tecnico rediga un doppio progetto di recupero e di sostituzione edilizia con rispettivi computi metrici estimativi, se l’importo della riparazione risultasse superiore all’importo della sostituzione edilizia, sarebbe corretto, secondo alcuni professionisti del settore, considerare quest’ultimo come contributo ammissibile senza far fronte al limite di contributo determinato dall’articolo 5, comma 4, dell’opcm 3881/2010.
Sulla delibera di giunta regionale 615 del 9/08/2010 e successivo decreto 27 del 2/12/2010 si fa riferimento alla superficie complessiva, che risulta dalla somma della superficie netta residenziale con il 60% della superficie non residenziale e della superficie a parcheggio. Invece le precedenti ordinanze fanno riferimento alle superfici lorde, come già si è verificato con gli indennizzi concessi ai fabbricati con classe di inagibilità B o C.
Genericamente gran parte dei condomini risultano avere una superficie non residenziale e a parcheggio rilevante, la cui effettiva realizzazione non verrebbe coperta dall’indennizzo previsto come da decreto 27 e ciò comporterebbe un importante accollo di spesa da parte dei proprietari, cosa che non si verificherebbe nel caso in cui si considerasse la superficie lorda.
Stando così le cose le imprese stesse si troverebbero in difficoltà ad eseguire i lavori con un costo differente a seconda della superficie considerata.
Queste sono solo alcune delle osservazioni che le categorie professionali e produttive verosimilmente solleveranno nel corso di un incontro che Chiodi non può esimersi dal convocare al più presto per non rallentare ulteriormente un processo di ricostruzione finora farraginoso.
LA LETTERA IN FORMATO PDF CON LA RICHIESTA DI INCONTRO URGENTE INVIATA AL COMMISSARIO CHIODI
IL TESTO IN FORMATO PDF DEL DECREDO DEL 2 DICEMBRE 2010 SULLA RICOSTRUZIONE PESANTE
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