L’AQUILA – “Vogliamo lanciare un appello a tutti i nostri coetanei del cratere, coloro che nel futuro erediteranno i risultati delle scelte prese in questi giorni, a sostenere la protesta della città dell’Aquila e degli altri 56 Comuni e a farsi carico di continuare la lotta per difendere i diritti della nostra terra ferita. Noi siamo chiamati a riscattare la dignità di un paese che non può dimenticare L’Aquila”.

Hanno deciso di unire le forze i più giovani rappresentanti delle istituzioni, del professionismo e del tessuto produttivo aquilani, firmando un appello-manifesto da proporre anche a livello nazionale, con il quale presentarsi al governo di Roma per cercare di convincerlo a ricominciare a finanziare la ricostruzione dell’Aquila terremotata. Venticinque i firmatari, alcuni dei quali hanno preso parte alla conferenza stampa di questa mattina nell’aula del Consiglio comunale, a Villa Gioia.

Per la prossima settimana è prevista un’assemblea pubblica nel corso della quale verrà illustrato il programma delle iniziative legate all’appello.

“Si è perso tempo, ora dobbiamo cambiare marcia – ha spiegato Emanuele Imprudente, consigliere comunale di L’Aquila Città Aperta – sappiamo di dover correre e di coinvolgere tutti, dai Comuni del cratere sismico ai rappresentanti politici regionali. Ricostruire L’Aquila è un obbligo morale, non possiamo accettare la morte di questa città. Noi giovani ci siamo fermati e abbiamo scelto la strada comune, senza differenze politiche o di altra natura. Tutti insieme. Il governo di Roma non potrà ignorarci”.

“Andremo a Roma per gridare ‘Salviamo L’Aquila’ – ha annunciato Pierpaolo Pietrucci – sotto un’unica bandiera, quella neroverde, la bandiera aquilana. Si torni immediatamente a ristabilire l’erogazione dei fondi per la ricostruzione dell’Aquila con la cassa depositi e prestiti, non esistono strade diverse. Voglio che i miei figli vivano in una città ricostruita, bella, vogliono che abbiano la stessa fortuna che abbiamo avuto tutti noi. Il nostro è un obbligo verso la nostra generazione e verso le generazioni più giovani che vivranno all’Aquila”.

I FIRMATARI DELL’APPELLO

Stefano Albano, segretario comunale Pd L’Aquila, Emanuele Imprudente, consigliere comunale, Pierpaolo Pietrucci, consigliere provinciale, Daniele Ferella, consigliere comunale, Carla Mastracci, commercialista, Alessandro Muzi, Ordine degli Ingegneri, Giacomo Pio, associazione studentesca Giovine L’Aquila, Giorgio Stringini, dirigente Cna, Fabio Frullo, Uil, Christian Ceddia, dirigente CONFCOMMERCIO, Daniele Raffaele, consigliere comunale, Stefano Palumbo, consigliere comunale, Enrico Verini, consigliere comunale, Gianni Padovani, consigliere comunale, Alessandro Piccinini, consigliere comunale, Guido Liris, consigliere comunale, Fabrizio D’Alessandro, consigliere provinciale, Laura Tinari, vicepresidente giovani Confindustria, Adolfo Cicchetti, Presidente Giovani Ance, Ettore Perrotti, coordinatore regionale giovani commercialisti, Stefano Panella, imprenditore, Enrico Perilli, consigliere comunale, Ettore Di Cesare, consigliere comunale, Tiziano Pesce, segretario Giovani Democratici, Mario Schettino, vicesegretario Giovani Democratici

LA LETTERA DEI FIRMATARI

In questi giorni si sta definendo una questione cruciale per i destini della nostra città e del cratere sismico: i finanziamenti per la ricostruzione. Per il momento il Governo non ha inserito la vicenda aquilana nel primo provvedimento che ha assunto (Imu e Cassa Integrazione in deroga), nonostante la giusta protesta messa in atto dal Sindaco.

Ci troviamo di fronte un punto di non ritorno, questo territorio non può più sopportare incertezze ed un ulteriore slittamento dei tempi di inizio della ricostruzione. Il disagio sociale ed economico ha ormai raggiunto livelli insostenibili, mentre le nuove generazioni di aquilani, vittime della precarietà e dell’assenza di prospettive, sono costretti ad abbandonare la nostra terra (secondo gli ultimi report 100 giovani al mese).

Anche la recente delibera Cipe con la quale sono stati destinati circa 2 miliardi di euro al cratere, ha dimostrato di non essere la risposta di cui abbiamo bisogno. Un iter lungo e farraginoso che deve attendere lo sblocco effettivo delle risorse da parte della Tesoreria di Stato che, nel nostro caso, ne ha sbloccate soltanto per 500 milioni (che non bastano a coprire i progetti già depositati presso il Comune). Inoltre garantisce soltanto metà dei fondi necessari per il corrente anno, facendoci ripiombare nella più totale incertezza per gli anni a
venire.

Noi aquilani siamo francamente stanchi di dover mendicare ogni anno al Governo di turno i soldi per risolvere una delle più grandi questioni di questa Nazione. Abbiamo bisogno estremo di in flusso annuale di risorse certo e costante. Ecco perché la nostra proposta è quella di rientrare nel meccanismo “Cassa Depositi e Prestiti” che ci garantirebbe le risorse per gli anni a venire, cosa che ci è stata finora negata.

Vedere la conferenza stampa con la quale il Presidente della regione Emilia Romagna Vasco Errani ha dichiarato di aver ottenuto per il cratere emiliano 10 miliardi di euro tramite il sovra citato meccanismo, dimostra una disparità di trattamento non più tollerabile da parte dello Stato.
A questo punto non si può attendere oltre.

Resta ancora un banco di prova, rappresentato dalla conversione dell’ultimo decreto del precedente governo in discussione al Senato nel quale sono stati presentati degli emendamenti con i quali si prevede, con la necessaria copertura finanziaria, la destinazione di 1,4 miliardi di euro rientrando in questo meccanismo, per il nostro territorio ferito a partire dal 2013 per i prossimi anni.

Vogliamo fare un appello affinché tali emendamenti divengano patrimonio non solo di tutti gli aquilani ma di tutti gli italiani a prescindere dalle divisioni politiche e chiamiamo i parlamentari abruzzesi tutti, e l’intero Parlamento al massimo senso di responsabilità per trovare su questa azione la più ampia convergenza. Non è più il tempo di fare polemica come i teatrini sulla recente vicenda delle bandiere, avremo tempo di discutere e dividerci su come spendere le risorse per la ricostruzione, ma adesso è il momento dell’unità per ottenerle.

Se ancora una volta ci vedremo ignorati e non otterremo risposte concrete dallo Stato, finora in grado soltanto di fare promesse non mantenute, dovremo allora chiamare tutti i nostri concittadini alla massima mobilitazione.

Le istituzioni ed in particolare il Comune dovranno chiamarci per portare avanti questa battaglia, ma qualora questo non dovesse accadere dovrà essere la nostra generazione, quella dei giovani aquilani, a mobilitarsi e a porsi alla testa di questa battaglia e non ci fermeremo perché noi saremo gli aquilani del futuro.

Vogliamo quindi lanciare un appello a tutti i nostri coetanei del cratere, coloro che nel futuro erediteranno i risultati delle scelte prese in questi giorni, a sostenere la protesta della città dell’Aquila e degli altri 56 Comuni e a farsi carico di continuare la lotta per difendere i diritti della nostra terra ferita.

Noi siamo chiamati a riscattare la dignità di un paese che non può dimenticare L’Aquila.