L’AQUILA – La rimozione delle macerie andrebbe affrontata “nel quadro di una strategia più complessiva che è la strategia della ricostruzione del territorio, della città, dei paesi”.
Lo ha detto l’assessore comunale all’Ambiente del Comune dell’Aquila, Alfredo Moroni (nella foto), a margine di un incontro tra il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e i sindaci del “cratere”.
Secondo Moroni, se si riesce ad avere una strategia complessiva sulle macerie “vuol dire che abbiamo fatto un passo avanti. Se invece ognuno continua a fare stime del tutto anche illogiche o non supportate da dati, in termini di anni, settant’anni, trent’anni, dieci anni o due anni (chiaro il riferimento allo studio di Legambiente, n.d.r.), per quanto riguarda la soluzione della problematica io credo che il quadro potrebbe essere assolutamente inadeguato”.
Critiche anche per il ministero dell’Ambiente, che si è fatto carico della rimozione delle macerie. “Dopo l’avvento del ministero – ha accusato Moroni – abbiamo purtroppo avuto uno stop di parecchi mesi, nel senso che si è ridotta la quantità di inerti che stiamo conferendo, e nello stesso tempo l’obiettivo dei due anni che il ministero aveva dichiarato è molto, ma molto lontano”.
Inoltre, per Moroni, è pronto “dal mese di luglio il protocollo d’intesa per quanto riguarda la bonifica ambientale di Teges, l’ottimizzazione e lo sfruttamento di quel sito”, ma “se il ministero non ci dice che è pronto per firmare il protocollo d’intesa rischieremmo di perdere ulteriore tempo prezioso”.
Pungolato dai giornalisti sull’esistenza o meno del gioco di squadra tra istituzioni sul tema rimozione delle macerie, Moroni ha concluso affermando che “il problema reale è che dobbiamo dare risultati. Il gioco di squadra – ha ricordato – porta a migliori risultati, in questo momento c’è una parte di questa squadra che zoppica o comunque cerca di mettere lo sgambetto. Non al suo rivale, ma al suo compagno di squadra”.



