L’AQUILA – “Se la scelta fosse tra un sottosegretario aquilano e un ministro che si occupi di ricostruzione dovremmo rifletterci bene e molto probabilmente è meglio la seconda, ha molto molto più peso. Difficile invece pensare a un ministro aquilano, non mi pare che ci siano le condizioni”.
Lo afferma ai microfoni di AbruzzoWeb il candidato in Abruzzo con il numero 7 alla Camera del Partito democratico, Giovanni Lolli, parlando dei futuri scenari di rappresentanza al governo in caso di vittoria elettorale dei democrat.
Un incarico che potrebbe essere occupato dall’attuale presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani. “Lui potrebbe avere anche un ruolo più importante, sarà una figura chiave nel nuovo governo, si è parlato di sottosegretario alla presidenza del Consiglio – spiega Lolli – Avere lì una persona che avrà molto peso e ha grande conoscenza del suo e del nostro terremoto sarà una garanzia assoluta”.
Rispondendo anche alle istanze che arrivano anche da parte del centrodestra su una delega di governo in materia di ricostruzione, il parlamentare uscente risponde con ironia: “I sottosegretari si scelgono dopo che si sono vinte le elezioni, non prima”.
Parlando di ricostruzione Lolli sottolinea un mantra della campagna elettorale, “tornare al contributo agevolato è ‘la’ questione, non so se è la panacea ma è l’unico modo che abbiamo per tornare ad avere finanziamenti. Se restiamo con il contributo diretto – sottolinea – ogni anno bisognerebbe togliere 1 miliardo l’anno”.
“Con il contributo agevolato lo Stato contrae un mutuo di 25 anni con la Cassa. Se viene assegnato 1 miliardo per un anno – prosegue – in bilancio si iscrive solo il rateo venticinquennale, 50 mila euro (in realtà 50 milioni di euro, ndr). Il metodo Abruzzo è scritto per l’Emilia, altrettanto bene andrà per noi abruzzesi”. (alb.or.)





