SAN DEMETRIO NE’ VESTINI – “Quella di nostra competenza è l’area più danneggiata del cratere, abbiamo solo 14 unità che devono evadere trecento pratiche”.

Così il responsabile dell’Ufficio territoriale per la ricostruzione (Utr) numero 8 di Barisciano, l’ingegnere Luciano Rossi, dopo la protesta messa in scena da alcuni presidenti di consorzio del Comune di San Demetrio. Mobilitazione caratterizzata da una raccolta firme da consegnare poi al sindaco, Silvano Cappelli.

Una protesta che arriva a soli pochi giorni dalle polemiche per i ritardi denunciati anche all’Utr di Barete e all’indomani dell’infuocata reazione di Emilio Nusca davanti ai ritardi dell’Utr 6 di Caporciano, che sta dando la stura “per trovare una soluzione che, attraverso una mutua assistenza tra gli Utr, potrebbe essere quella – dice Rossi – di distribuire le istruttorie negli uffici meno carichi di lavoro, a prescindere dalla territorialità”.

“Il problema è che la macchina della ricostruzione non è strutturata per dare risposte in base alle esigenze del danno – spiega Cappelli – ma in base ad una ripartizione territoriale dove il nostro Utr è sottodimensionato rispetto alle risposte che deve dare”.

Il problema, in base a quanto spiega Rossi, si è creato nell’ultimo anno, quando con l’approvazione dei vari piani di ricostruzione l’Ufficio è stato improvvisamente subissato di pratiche. E l’Ufficio ha anche perso due unità di personale, solo una delle quali è stata reintegrata ad inizio giugno, ed altre due andranno via entro la fine dell’anno.

“Tra il 2014 e e il 2015 abbiamo ammesso a contributo 180 milioni di euro, l’equivalente di 160 cantieri, siamo stati sommersi da richieste di liquidazione di Stati di avanzamento lavori – spiega – nei primi sei mesi del 2016 abbiamo pagato 110 Sal per 18 milioni di euro liquidati”.

“Siamo rimasti molto sorpresi dalla raccolta firme – dice Rossi – denota poca conoscenza delle attività che fa il nostro ufficio, non siamo deputati solamente all’istruttoria delle pratiche come semplicisticamente sostengono i cittadini, afferiscono a noi ben 11 Comuni da Ocre a Tione degli Abruzzi, abbiamo difficoltà diverse dagli altri Utr”.

“Il Comune di San Demetrio ha approvato il piano di ricostruzione lo scorso anno – aggiunge – e pubblicato la graduatorie delle 95 pratiche considerate prioritarie in base a dei criteri che si è dato, tra cui quello di favorire le prime abitazioni, e ha trasferito le prime 35 all’Utr alla fine dell’anno. Stessa cosa è successa quasi contemporaneamente per gli altri Comuni, con un incremento improvviso della mole di lavoro”.

“L’anno scorso abbiamo liquidato una cinquantina di Sal, quest’anno siamo arrivati a 110 e ci sarà un incremento esponenziale, molti contributi sono stati rilasciati all’inizio di quest’anno quindi i cantieri sono partiti e quando arriveranno istanze di Sal ci sarà un nuovo incremento del lavoro”.

“Facciamo riunioni periodiche con i presidenti di consorzio per avere un filo diretto e fare il punto della situazione – aggiunge Cappelli – a Rossi in primis e a tutti i professionisti non gli si può rimproverare nulla, fanno quel che possono”.

“Non è pensabile che a 8 anni dal terremoto stiamo in continua emergenza con una struttura inadeguata”, chiosa il sindaco, ricordando come “da novembre stiamo dicendo questa cosa e a luglio dell’anno successivo non si è trovato uno straccio di soluzione!”.