L’AQUILA – Si toglie qualche sassolino dalla scarpa, Massimo Cialente, e lo fa sul quotidiano torinese La Stampa. Motivo delle sue polemiche sono, le promesse non mantenute di nazioni come Stati Uniti e Gran Bretagna, che venendo a visitare la città terremotata dopo il sisma del 6 aprile 2009 hanno promesso aiuti e contributi per la ricostruzione e poi non se ne sono dimenticati.
“Con Obama parlai cinque minuti, mi assicurò che avrebbero pensato alle università, ai giovani studenti – spiega il sindaco dell’Aquila – E invece? Non hanno fatto niente. Alla conta finale i soldi non sono mai arrivati”.
In seguito a questa provocazione lanciata dal primo cittadino dell’Aquila, dagli Stati Uniti non è giunta nessuna risposta. A prendersi carico degli studenti, a tutti gli effetti, è stato solo il Niaf, la Fondazione che rappresenta i cittadini italo-americani, che ha messo in moto la macchina “Adotta uno scolaro”, che ha portato 40 ragazzi dell’università dell’Aquila a frequentare un master di alcuni mesi negli Stati Uniti.
Massimo Cialente si scaglia anche contro la Gran Bretagna, non tanto perché da loro non sono arrivati contributi, bensì perché loro non si sono neanche offerti di raccoglierne. “Il Governo britannico – spiega Cialente – non si è mai impegnato alla destinazione di fondi pubblici per la ricostruzione dell’Aquila. L’Ambasciata britannica a Roma e il Consolato Generale britannico di Milano si sono tuttavia a suo tempo adoperati per mettere in contatto con le autorità dell’Aquila alcune aziende britanniche che si erano dette disposte a offrire gratuitamente i loro servizi per aiutare la ricostruzione dell’Aquila e delle aree circostanti”.
Sono molti, invece, gli Stati che hanno mantenuto le loro promesse, inviando i loro assegni direttamente nelle casse del Comune o ricostruendo numerosi edifici: è il caso del Kazakhistan, che senza perder tempo, ha inviato il suo ambasciatore con un assegno in mano di un milione e 700 mila euro, o il Giappone che, nonostante il terremoto che l’ha colpito l’11 marzo 2011, ha speso già 600 mila euro per realizzare l’Auditorium e ha confermato anche i 6 milioni di euro promessi per costruire un Palazzetto dello Sport. Ci sono i russi, poi, che hanno speso 6 milioni per restaurare due edifici e hanno promesso in tutto 7 milioni e duecento. E se non dovessero bastare arriverebbero anche a nove milioni di euro.
Rimanendo in tema di fondi mai arrivati, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente non dimentica quelli “ricavati dalla vendita del cd ‘Domani’ di un gruppo di cantanti capitanati da Jovanotti. Si tratta di più di un milione di euro, ancora fermi su un conto del Ministero dei Beni Culturali, conclude il sindaco.



