L’AQUILA – Problemi all’orizzonte per gli aquilani proprietari di abitazioni costruite sulle terre civiche per il rilascio del contributo per i lavori di riparazione post-terremoto del 6 aprile 2009.
Sono moltissime, infatti, le abitazioni che, nel corso degli anni, sono state costruite su terreni gravati da uso civico, spesso anche all’insaputa degli stessi proprietari che, magari, hanno ereditato quel bene o lo hanno acquistato da altri.
La regolarizzazione di queste situazioni è stata sancita dalla legge regionale 25/88. Inoltre tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie riguardanti i terreni e altri immobili gravati da uso civico sono state abolite dal 1° gennaio di quest’anno.
Tutti i proprietari sono perciò obbligati a mettersi in regola, e a maggior ragione devono farlo quelli che su questi terreni hanno costruito una casa che a oggi risulta danneggiata dal sisma, per la quale chiedono allo Stato un contributo per la riparazione.
Non è da escludere un eventuale blocco del finanziamento, secondo il presidente dell’amministrazione separata degli usi civici di Tempera, Sergio Iovenitti, perché “giuridicamente quella persona non risulta proprietaria in quanto il bene ricade su demanio pubblico”, spiega.
Questo tipo di problema riguarda molte frazioni della città, come Preturo, Tempera, Paganica e San Gregorio, solo per citarne alcune.
Uno dei primi casi di “intoppo” per questo tipo di problematica, come afferma Iovenitti, è avvenuto proprio a Tempera, “dove è stato bloccato un finanziamento. Il Comune dell’Aquila, tuttavia, non si preoccupa minimamente di trovare una soluzione a questa criticità”.
Minimizza il problema, in effetti, l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, secondo il quale la questione-ricostruzione non ha nulla a che vedere con la regolarizzazione di questi beni da parte dei proprietari.
“Le abitazioni in questione non sono abusive, ma legittime, ancorché situate su un terreno gravato da uso civico – assicura a questo giornale – Per questo motivo non c’è e non ci sarà alcun problema per i contributi”.
Il problema, però, potrebbe sorgere nel momento in cui gli stessi proprietari dovessero non essere in grado di affrontare le eventuali spese previste per la regolarizzazione.
Lo conferma lo stesso Di Stefano, che però taglia corto sull’ipotesi in cui proprietari non siano in grado di regolarizzare, risponde che “con i se e con i ma non si fanno i conti”.
DE SANTIS: “LA GIUNTA HA FISSATO I NUOVI CANONI”, MA LA RICOSTRUZIONE?
“Inizia una nuova fase nella gestione del grosso problema dei fondi gravati da uso civico. La Giunta comunale fissa i nuovi canoni”.
Lo annuncia in una nota l’assessore comunale al Bilancio Lelio De Santis nella quale, tuttavia, non dissipa i dubbi di chi deve ricostruire abitazioni realizzate proprio su questi terreni e danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009.
LA NOTA COMPLETA
Il territorio del Comune dell’Aquila è contraddistinto dalla presenza di un grandissimo numero di fondi gravati da uso civico, che richiedono una legittimazione e una conseguente affrancazione con i relativi canoni a favore del Comune e delle Amministrazione dei Beni separati.
Nel corso degli anni, si è riscontrata una notevole difficoltà nell’espletare tali attività per l’incertezza nella stima dei terreni e nell’individuazione dei valori congrui, spesso riferiti solo ai valori agricoli medi.
Tali valori, oggi, non sono più corrispondenti all’attuale contesto socioeconomico nel territorio di riferimento e vanno adeguati il più possibile al valore reale del fondo, anche per evitare un indebito arricchimento del richiedente.
La Giunta comunale, su proposta dell’assessore De Santis, ha fissato i nuovi canoni di legittimazione e contestuale affrancazione, sulla base di una zonizzazione con i relativi valori espressi sulla base dei valori delle compravendite dell’ultimo decennio e dei dati utilizzati per gli espropri di terreni di natura agricola.
Si tratta di una decisione molto importante attesa da anni da tantissimi cittadini, che possono così regolarizzare la posizione dei loro fondi e che, al contempo, consentirà al Comune e alle Amministrazioni dei Beni separati di introitare somme significative, da investire nei diversi territori a favore della collettività.



