L’AQUILA – Conto alla rovescia per la scadenza fissata dalla legge Barca sulle incompatiblità per gli amministratori pubblici che rivestono un ruolo tecnico nella ricostruzione o ricoprono la carica di presidenti di consorzio o amministratori di condominio.

Il termine è fissato a domani, entro quella data le persone che si trovano in una delle condizioni dettate dalla norma dovranno aver esercitato l’opzione, altrimenti devono lasciare l’incarico politico.

Ecco perché in questi giorni è un via vai negli uffici dei segretari degli enti coinvolti.

In particolar modo dentro il Comune dell’Aquila, dove sono stati segnalati più casi di questo tipo.

Il più noto è quello del consigliere dell’Udc Piero Di Piero, architetto con numerosi incarichi conferiti dai privati, chiamato in causa dal primo dei non eletti della sua stessa lista, l’avvocato Alessandro Piccinini, che ha proposto ricorso contro di lui al tribunale del capoluogo.

Il primo round è andato a favore di Di Piero, ma il giudice ha sancito comunque che, con l’entrata in vigore della disposizione e allo stato delle cose segnalate all’epoca, l’esponente dell’opposizione è incompatibile.

Adesso il Comune può percorrere tre strade: portare la vicenda all’attenzione del Consiglio per far decidere dall’assemblea, far emanare un atto dal segretario comunale oppure affidarsi al prefetto, che ha potere di vigilanza e intervento, e che nelle scorse settimane, per mano dell’ex titolare dell’ufficio, Giovanna Iurato, ha fatto recapitare una nota a tutti gli enti affinché controllino sul rispetto della regola.

La prima opzione, naturalmente, è quella più gradita a Di Piero, che potrebbe giocare di sponda con alcuni colleghi di maggioranza e salvare il posto. A tale proposito, da quanto si è appreso, ha convocato in una riunione i sodali di centrodestra per cercare di individuare una strada percorribile per restare in aula senza dover rinunciare al proprio lavoro di professionista.

La tensione cresce anche in molti altri Comuni e dentro le tre Province ricomprese nel “cratere”.

Intanto gli esclusi affilano le armi e aspettano la data fatidica di venerdì e, se ce ne fosse bisogno, sono pronti ad avviare nuove azioni legali per schiodare gli irriducibili. Pierluigi Biondi

BENEDETTI: “SEGNALARE ANOMALIE”

Un solo atto di dimissioni è arrivato alla vigilia della scadenza, prevista per domani, sulle incompatibilità per gli amministratori pubblici che rivestono un ruolo tecnico nella ricostruzione, così come stabilito nella cosiddetta legge Barca.

Sul tavolo del presidente del Consiglio Carlo Benedetti è arrivata solo una comunicazione, quella del consigliere dell’Italia dei valori Giuliano Di Nicola, che si è dimesso dalla carica di presidente di un consorzio.

Adesso è caccia aperta all’incompatibilità: il presidente del Consiglio comunale ha infatti lanciato un appello a tutti i cittadini/elettori che siano a conoscenza di eventuali incompatibilità a segnarlo proprio a lui.

In conferenza stampa, Benedetti ha dichiarato di aver ricevuto alcune diffide che porterà in Consiglio: si tratta del caso dell’architetto Piero Di Piero, che ha numerosi incarichi conferiti dai privati.

Benedetti ha fatto riferimento all’articolo 69 del Testo unico degli enti locali per spiegare quale sarà l’iter per sancire l’incompatibilità degli amministratori pubblici.

“Nel momento in cui si verifica una condizione di incompatibilità – ha chiarito – come presidente del Consiglio comunale ho il dovere di contestarlo. A quel punto l’interessato ha 10 giorni per formulare le sue controdeduzioni, dopodiché è l’assemblea a decidere attraverso una delibera. L’interessato ha ulteriori 10 giorni per rinunciare agli incarichi che causano l’incompatibilità, scaduto il termine è il presidente del Consiglio a dichiararlo decaduto”.

Gli altri due livelli decisionali sono la prefettura e il ricorso giurisdizionale al tribunale, ma, come ha voluto sottolineare Benedetti “voglio rassicurare il prefetto, credo che con una corretta applicazione delle norme non si arriverà ad alcun contenzioso”. Elisa Marulli