L’AQUILA – Il day after la conferenza stampa a Palazzo Chigi nel corso della quale il premier, Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il capo del Dipartimento di Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli ,e il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, hanno fatto il punto della situazione su ciò che si è fatto e ciò che si farà nelle zone colpite dal sisma del 2009 a qualcuno non è andato giù l’affondo del presidente del Consiglio sulle inefficienze legate alla scarsa operosità dei sindaci che sarebbero alla base dei ritardi nella rinascita dei centri terremotati.
Ad uscire allo scoperto è Nicola Menna, sindaco tra l’altro di centro destra nel Comune di Poggio Picenze che si fa portavoce del malumore di altri suoi colleghi, a pochi chilometri dall’Aquila, secondo il quale i ritardi “stanno nell’essere delle cose”
“I ritardi nella ricostruzione del centro storico di L’Aquila sono “un’operazione di cui non si può attribuire la responsabilità al governo centrale. Anche qui c’é stata una vasta opera mistificatoria dei media. Risultano a noi aperti quasi 12 mila cantieri che riguardano quelle abitazioni che hanno subìto danni e possano essere ristrutturate. L’intervento del governo è stato totale per chi aveva perso la casa. Per il resto abbiamo avviato i cantieri. Per i cantieri dell’Aquila il problema riguarda le autorità locali” aveva dichiarato ieri Berlusconi che oggi, in un audio messaggio inviato ai “Promotori della libertà” ha aggiunto “Abbiamo agito con grande tempestività e efficacia dopo il terremoto in Abruzzo, la corte dei conti e l’autorità sul controllo dei lavorio pubblici hanno fatto giustizia su tutto il fango che era stato buttato addosso alla protezione civile per i contratti: tutto è stato assolutamente regolare e perfetto”
“Come sindaci non ci sentiamo responsabili dei ritardi della ricostruzione – ha dichiarato Menna che ha aggiunto – La colpa dei ritardi non è imputabile agli enti locali, né alla Struttura tecnica di missione che sta lavorando e i risultati cominciano ad arrivare. I ritardi stanno nell’essere delle cose”.
Secondo Menna, ex docente di chimica al liceo classico “Cotugno” dell’Aquila, “ogni sindaco ha avuto modo di definire gli ambiti e gli aggregati e di individuare le linee di intervento, anche in relazione alle ditte da impiegare. Il problema è mettere in atto questi piani”.
“Io comunque appartengo a quella schiera di sindaci o di persone che vogliono vedere il bicchiere mezzo pieno, sono certo che le parole che sono state dette dal Presidente del Consiglio e dal Commissario delegato non possono essere parole vuote”.
Nello specifico “é naturale che i soldi siano erogati a scaglioni – dichiara – in linea con una ricostruzione che avviene a fasi”. Infine, Menna esprime l’auspicio che la politica scongiuri una crisi di governo. “Mi auguro che ci sia responsabilità a livello nazionale – commenta – perché una crisi governativa sarebbe in questo momento molto grave per il nostro territorio”.
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