L’AQUILA – “Non ho avuto risposte né dalla Curia, né dal Consorzio Sant’Emidio, né dall’avvocato Conte. Speriamo che l’arrivo del nuovo Arcivescovo possa determinare un clima di maggiore chiarezza e collaborazione”.

Così il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, Gianni Frattale, torna a chiedere chiarezza e trasparenza sull’appalto privato, controllato dalla Chiesa aquilana, per il recupero del vasto aggregato che comprende anche il Duomo, lanciato un contestato avviso per la prequalifica delle imprese, pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 Ore, dal Consorzio Sant’Emidio.

Anche Frattale si appella al nuovo arcivescovo, monsignor Giuseppe Petrocchi, per comporre una controversia che ha creato un solco tra il mondo imprenditoriale e il clero.

“Non vogliamo entrare in polemica ma ci sono punti da chiarire e le risposte che ancora attendiamo devono riguardare i contenuti e devono vertere nel merito delle questioni tecniche precise che da tempo ufficialmente abbiamo sollevato – ha continuato Frattale – Non abbiamo mai chiesto di abbassare l’asticella delle garanzie fideiussorie, le nostre perplessità erano legate ai requisiti dell’associazione orizzontale pubblicate sul bando, ed abbiamo avuto ragione visto che, vedendo le risultanze delle scelte del consorzio, si è attuata di fatto l’associazione verticale; questo pur non essendo stato ripubblicato l’avviso pubblico”.

“A questo punto è lecito pensare che sia stato fatto tutto a chiamata diretta solo per alcuni eletti. Infatti, delle sette associazioni temporanee d’impresa ammesse a partecipare, solo due hanno i requisiti del bando pubblicato sul Sole 24 Ore”, conclude. (b.s.)