L’AQUILA – “Nessuna polemica, solo lavoro specifico per la ricostruzione. Ripartiamo dalla lettera aperta del commissario Gianni Chiodi, quella che fece prima dei 17 quesiti posti dai tecnici, cui abbiamo risposto con undici tra decreti e ordinanze”.
È un Gaetano Fontana che non perde il consueto aplomb quello che esce dall’ultima riunione del tavolo tecnico degli enti, dove sono volate autentiche cannonate tra i protagonisti della ricostruzione, anche se per il capo della struttura tecnica di missione (Stm) sembrano essere solo petardi.
Dribbla le polemiche, non replica a Cialente che ha accusato lui e Chiodi di bloccare la ricostruzione: “Non parlo per slogan”.
In più, Fontana richiama una lettera importante, quella in cui il commissario delegato tuonò che “gli attrezzi per la ricostruzione pesante sono pronti”, definendo i ritardi “ingiustificabili”.
Ce n’è per tutti. Il Comune annuncia il piano di ricostruzione entro il 30 giugno, dopo aver lungamente asserito che non era necessario nei mesi scorsi. “Sono felice e soddisfatto, contento che questo avvenga”.
Il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ha invece convocato lui e Daniele Iacovone, consulente del Comune proprio per la redazione del piano.
“Iacovone mio interlocutore? Speriamo! – commenta Fontana – È un amico, e poi è bravo. Disponibile a incontrarlo? Certo”.
Si parla del tema caldo della sicurezza sismica, che si accusa di voler tagliare per sopperire alla mancanza di fondi.
“Non sono strutturista – premette il coordinatore Stm – ma sentendo chi se ne intende, la soglia del 60-80 per cento è adeguata. Non è perché non ci sono soldi che non si fissa il 100 per cento di sicurezza. E poi, sempre meglio di zero, com’era prima!”.
E i ritardi denunciati per la gestione delle pratiche da parte della filiera Cineas, Reluis, Fintecna? “Approfondiremo per capire come e quando ci sono stati questi ritardi”. (alb.or.)
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