L’AQUILA – “Entro il 6 aprile recuperemo tutto l’arretrato, firmando trasferimenti per 100 milioni di euro ai cantieri e progetti nei comuni del cratere sismico”.
Ad assicurarlo è Paolo Esposito, coordinatore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere (Usrc), all’indomani della notizia tanto attesa dell’avvenuta “bollinatura” da parte della Corte dei Conti al decreto del presidente del Consiglio dei ministri firmato l’11 gennaio, ben due mesi fa, che rinnova di tre anni il suo incarico.
Da oggi, dunque, il titolare dell’Usrc ha di nuovo la facoltà di firmare gli atti e i mandati di pagamento, per finanziare progetti di ricostruzione di aggregati privati nei comuni del cratere simico e stati di avanzamento dei cantieri già avviati.
Ora però sarà necessaria una corsa contro il tempo, per smaltire l’arretrato accumulato in questi mesi di vacatio e feroci polemiche, in particolare da parte dei sindaci che ieri, poche ore prima della notizia della “bollinatura”, erano arrivati a minacciare la restituzione delle fasce tricolori al Prefetto.
Questa mattina Esposito ha dunque convocato una riunione operativa con i 45 dipendenti dell’Ursc, per definire il cronoprogramma dei lavori a tappe forzate per le prossime settimane.
“Per prima cosa – spiega Esposito – abbiamo quantificato l’arretrato in 130 istruttorie subito finanziabili, relative a progetti di aggregati edilizi privati, a cui si aggiungono 20 progetti per opere pubbliche e scuole, per un valore complessivo di 80 milioni di euro. Poi in termini di cassa, ovvero per il pagamento dello stato di avanzamenti lavori di cantieri in corso, vanno trasferiti 20 milioni di euro, a beneficio di 30 cantieri privati e 45 opere pubbliche”.
Il tutto sarà fatto, promette Esposito, entro il 6 aprile, data altamente simbolica che coincide con la settima ricorrenza del terremoto del 2009.
“Già entro il 30 marzo – sottolinea però – contiamo di smaltire il 60-70 per cento dell’arretrato. Ho chiesto al mio staff di fare qualche sacrificio, perché serviranno molte ore di lavoro straordinario. Abbiamo anche deciso di sospendere ogni altra attività dell’Usrc, come gli incontri tecnici con i progettisti, le varie trasferte. Tutti ora dobbiamo concentrarci escusivamente sulle istruttorie”.
Esposito non vuole poi entrare nel merito del tempo trascorso dalla firma del Decreto di rinnovo del contratto, l’11 gennaio, alla bollinatura della Corte dei Conti, arrivata solo ieri, tempistica giudicata da sindaci e ditte impegnate dalla oltremodo eccessiva, per non dire inaccettabile, a cominciare da quei sindaci del cratere che si sono ritrovati con le casse vuote, e da parte delle ditte che hanno interrotto i lavori, perché non pagate e impossibilitate ad anticipare soldi.
“Sono i tempi tecnici delle procedure burocratiche e amministrative”, si limita a commentare Esposito.
Superato il nodo degli arretrati, l’Usrc dovrà poi affrontare altri problemi rimasti in sospeso, come la scarsità di personale negli uffici territoriali della ricostruzione (Utr) sotto organico di 20 addetti su i 72 originari.
A fine aprile a tal proposito scadranno i 25 contratti a termine di addetti a termine impiegati nella sede dell’Usrc, che dovranno essere rinnovati dal Comune di Fossa.
Una formalità, ma che visto quello che è accaduto con la vicenda del rinnovo del contratto di Esposito, non è consentito dormire sonni tranquilli.



