L’AQUILA – Spunta ancora l’ombra della criminalità organizzata sull’opera di ricostruzione post terremoto: a due ditte con sede a Reggio Emilia interessate alla partecipazione di una gara pubblica per la fornitura di case in legno per gli sfollati è stato ritirato il certificato antimafia e impedito loro di partecipare al bando.
Nei mesi scorsi altre due ditte reggiane e una campana erano state colpite dalla stessa misura interdittiva, che, di fatto, taglia fuori le aziende ‘sospette’ dalla partecipazione ai lavori per la ricostruzione: la prefettura emiliana, in questo caso, ha emesso il provvedimento anche alla luce dello scambio di carteggi e informazioni scambiate con quella aquilana.
Da Reggio Emilia sono state la Prefettura ha rilevato i rischi di infiltrazioni mafiose e connivenze con la malavita organizzata, in particolar modo con la ‘ndrangheta calabrese, da parte delle ditte che, dal canto, loro ricorreranno ai giudici amministrativi del Tar di Parma per impugnare il provvedimento che ha natura puramente precauzionale. Il ritiro del certificato antimafia, infatti, non comporta una connessione diretta con le cosche mlavitose.
Complessivamente sono una decina le imprese che sono state escluse dai bandi per la ricostruzione; molte di queste, contrariamente a quanto si possa pensare, hanno la sede legale non nei territori in cui sono più radicate le presenze delle mafie bensì nei territori del centro nord del Paese.
Le indagini coordinate dal procuratore antimafia dell’Aquila, Alfredo Rossini, per accertare la presenza di infiltrazioni mafiose e dal sostituto Olga Capasso, distaccata all’Aquila dalla direzione nazionale antimafia, puntano anche ad accertare un altro fenomeno ‘particolare’, ovvero la presenza di manovalanza in nero formata da componenti dall’incerta reputazione che prestano la propria opera per imprese ‘pulite’.
Sotto la lente d’ingrandimento dei due magistrati quelle ditte che pur pochi operai assunti regolarmente riescono a lavorare su più fronti, magari con tempi ristretti da rispettare e grandi opere da realizzare.



