L’AQUILA – Sono l’ex ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, 60 anni, e l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, 79, i primi fragorosi nomi per la sostituzione di Paolo Aielli, manager pubblico che il 30 settembre lascerà l’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila.

Un ente voluto per paradosso proprio da Barca, quando il governo Monti lo aveva nominato “inviato speciale” in materia di ricostruzione post-sisma del 6 aprile 2009, che dovrebbe fungere da supporto al Comune per smaltire le pratiche della ricostruzione ma che spesso è finito in contrapposizione all’amministrazione.

E ora che c’è la possibilità di cambiare la casella più importante, quella stipendiata con 200 mila euro l’anno, approfittando della filiera tutta del Partito democratico che va dal Comune alla Regione al governo, il sindaco, Massimo Cialente, vuole nomi di sicuro affidamento e che non facciano “scherzi”.

Non a caso entrambi i nomi, Barca e Letta, Cialente li aveva fatti, anche se “come provocazione” per indicare anche un possibile sostituto tecnico di Giovanni Legnini, eletto al Csm, come sottosegretario con delega al post-sisma abruzzese, una volta speso il nome “politico” di Stefania Pezzopane.

Entrambi hanno i loro progetti personali in corso, ovviamente, ma entrambi sono liberi. Barca ha girato e continua a girare l’Italia e ha incontrato oltre 100 circoli del Pd per proporre la sua idea di rilancio del partito e del territorio. Viaggio da cui ha tratto un libro.

Letta continua a essere a fianco di Silvio Berlusconi come prezioso consigliere, proprio come faceva a palazzo Chigi durante l’emergenza del sisma delle 3.32, ma oggi in modo più distaccato, vista l’aria a volte confusionaria e le divisioni tra “falchi” e “colombe” che affliggono la nuova Forza Italia.

Nel frattempo svolge una miriade di incarichi, l’ultimo il posto ricevuto nel comitato di indirizzo dell’Istituto Toniolo presieduto dal cardinale Angelo Scola, dopo essere stato anche consigliere della banca d’affari Goldman Sachs.

In ambito di pratiche, l’Usra svolge i compiti affidati inizialmente a un tris di entità: Fintecna, che controllava la conformità amministrativa delle pratiche, Reluis, per la conformità strutturale, e Cineas, per la conformità finanziaria.

I loro compiti sono stati tutti assorbiti dai due nuovi uffici speciali, quello per L’Aquila e quello per il “cratere” (Usrc), quest’ultimo guidato da Paolo Esposito, nati con il ritorno al regime ordinario e la fine dello stato di emergenza varato da Barca.

Oltre ai 25 lavoratori statali a tempo indeterminato (quelli del “concorsone”) e gli altri 25 a tempo determinato (quelli del “concorsino”), nei suoi 2 anni di lavoro Aielli è spesso ricorso a consulenze e incarichi esterni, tanto da sfondare il muro dei 100 contratti (non contemporanei) siglati e far guadagnare al suo ufficio l’etichetta del “nominificio”.

AIELLI: “VIA PERCHE’ HO RAGGIUNTO GLI OBIETTIVI”

“Ho lasciato il mio incarico triennale con un anno di anticipo perché sono stati raggiunti gli obiettivi di riorganizzazione della ricostruzione dopo la gestione commissariale”.

Così il responsabile dell’ufficio speciale per la ricostruzione della città dell’Aquila (Usra), Paolo Aielli, sulle dimissioni dall’incarico che terminerà il prossimo 30 settembre.

Aielli assumerà la carica pubblica di amministratore delegato dell’istituito poligrafico Zecca dello Stato.

“Attraverso un meccanismo ormai rodato basato sulla scheda parametrica che ha portato risparmi importanti, abbiamo la situazione complessiva sotto controllo, abbiamo raccolto tutti i progetti anche se ci sono ancora delle pratiche da rilasciare, ma in tal senso nella mia struttura il metodo è efficace – ha continuato il manager pubblico – In particolare, siamo in grado di monitorare tutti i costi della ricostruzione pubblica e privata e delle altre competenze, possiamo dire che abbiamo di fronte l’opera pubblica meno costosa, oltretutto ci sono più progetti  che soldi”.

Aielli, spesso in disaccordo con il Comune dell’Aquila che dopo il commissariamento ha preso in mano la ricostruzione, non collega la sua scelta alla difficile coabitazione con l’amministrazione guidata dal sindaco, Massimo Cialente.

“Il rapporto con il Comune dal mio punto di vista non ha influenzato la mia scelta, non ho fatto polemiche né sono intenzionato a farne”, assicura almeno ufficialmente.

Sul suo successore Aielli non si pronuncia: lui è stato scelto dopo una ricerca di una società specializzata di “cacciatori di teste” e contrattualizzato dal ministero dell’Economia, d’intesa con il Comune capoluogo.