L’AQUILA – Una “lunga marcia” di falò si incammina da Roma per “accendere” L’Aquila.

Ma già da Messina, Venezia, Genova e Santa Maria di Leuca giungono altre code luminose: tutte punte di una sola grande “Stella d’Italia”.

La marcia più vicina è già partita sabato scorso da Montecitorio e arriverà domani 5 luglio nel capoluogo abruzzese, a piazza Duomo.

Tante persone si sono così messe in cammino dalla Capitale per portare una speranza verso il cuore dell’Aquila, ancora sorretta dalle impalcature di una ricostruzione annunciata e mai partita.

L’iniziativa, voluta dall’avvocato Enrico Sgarella, è sostenuta da associazioni no profit, di trekking ma anche da privati cittadini.

Legambiente e l’Associazione abruzzese di Roma hanno già manifestato la loro piena e solidale adesione.

“L’intelligente ricostruzione dell’Aquila, nell’ottica della sostenibilità e la messa in sicurezza del territorio: queste sarebbero davvero grandi opere da fare subito – hanno dichiarato gli organizzatori della marcia – un investimento che porterebbe una buona crescita economica con nuove possibilità di lavoro specialmente per le giovani generazioni”.

“Bisogna accelerare la ricostruzione – hanno aggiunto – con un grande progetto che faccia dell’Aquila, una delle più belle città d’arte del nostro Paese, capoluogo di regione, un’occasione di sperimentazione nel segno della bellezza, della sostenibilità, dell’innovazione e della sicurezza. Una nuova città ideale dove l’uomo e non le merci siano messe al centro dello sviluppo”.

Sarà proprio la luce dei tanti falò che servirà ad accendere la speranza di tanti aquilani, che dopo la notte del 6 aprile 2009, non sono ancora rientrati a casa, abitanti smarriti negli alveari delle new town, a pochi passi dalle mura cittadine.

La ferita di una città distrutta e umiliata si è aperta oramai più di tre anni fa e da allora nessuno è mai riuscito a risanarla. I palazzi del centro sono ora come allora, tristemente sorretti da puntelli, anch’essi in attesa di liberarsi da un’attesa senza fine.

Ma piazza Duomo non sarà solo la meta di questa iniziativa: altre cinque lunghe carovane sono già partite da altre città italiane, per un viaggio che dura oramai già da 60 giorni e che coinvolge più di 150 persone: la prima di queste marce ha preso il via l’11 maggio scorso da Messina e a seguirle altre sono partite da Venezia, Genova, Santa Maria di Leuca. E naturalmente Roma.

Cinque percorsi (quattro di questi organizzati dall’associazione culturale Tribù Italia) come cinque sono quelle della “Stella d’Italia”, nome di battesimo e simbolo eloquente di questo lungo viaggio chiamato speranza. Un percorso fatto da uomini e donne che vogliono essere al centro dei processi propositivi del Paese, per un’Italia migliore.

“Stella d’Italia – scrive lo scrittore Antonio Moresco, presidente della rivista culturale Il primo amore – è un cammino a piedi per ricucire l’Italia con i nostri passi. Un paese tramortito, che ha bisogno di risorgere, di tirare fuori le energie che conserva dentro di sé e che possono farlo risorgere”.

Appuntamento dunque domani all’Aquila, per dar vita a una tre giorni tutta dedicata al tema del terremoto. A piazza Duomo per il gran finale. Che sia chiaro: prima dell’inizio.