L’AQUILA – Il governo si dice pronto a rinnovare di tre anni l’incarico, vacante dal primo gennaio, al coordinatore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), ma i sindaci del tavolo di coordinamento non si fidano e temendo tempi lunghi annunciano che se questo non avverrà entro questa settimana, procederanno da soli ad una proroga “provocatoria”, visto che non è nelle loro competenze.

Ad annunciarlo sono ad Abruzzoweb i due coordinatori dei sindaci, Sandro Ciacchi, consigliere comunale ed ex sindaco di Goriano Sicoli (L’Aquila) e Francesco Di Paolo, sindaco di Barisciano (L’Aquila), che chiedono con insistenza la proroga di Paolo Esposito decaduto il 30 novembre e poi prorogato solo fino al 31 dicembre, tra le forti perplessità degli amministratori che si aspettavano la proroga definitiva.

La nota della Presidenza del Consiglio dei ministri è arrivata la scorsa settimana, e richiamando il comma 433 della legge di stabilità appena approvata, conferma che si sta predisponendo l’iter per una proroga di tre anni della carica di Esposito, ed anche di quella di Raniero Fabrizi, dirigente del ministero delle Infrastrutture, titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra).

Ma i sindaci non si fidano, e in una riunione di sabato hanno posto come termine ultimo per la riconferma la settimana in corso. Se la proroga triennale non arriverà, allora faranno da soli procedendo autonomamente ad una mini proroga di Esposito.

“Accogliamo con un sospiro di sollievo la comunicazione della presidenza del Consiglio dei ministri, ma il problema sono i tempi, oggi all’Usrc nessuno ha potere di firma, e se non termina immediatamente la vacatio rischia di esplodere l’emergenza”, spiega Di Paolo.

Da qui la decisione, assicura Ciacchi, condivisa da tutti i sindaci che siedono al tavolo di coordinamento, di procedere d una proroga “fai da te”. Di dubbia legittimità, visto che la competenza è della Presidenza del Consiglio, ma che per Ciacchi “avrà comunque una valenza provocatoria, sarà utile a smuovere le acque”.

Fanno parte del tavolo Tonino Dicarlantonio, sindaco di Campotosto (L’Aquila, area omogenea 2), Gianni Di Centa, sindaco di Montorio (Teramo, area omogenea 3), Luciano Mucciante, sindaco di Castel del Monte (L’Aquila, area omogenea 4), Lanfranco Chiola, sindaco  di Cugnoli (Pescara, area omogenea 5), Paolo Federico, sindaco di Navelli (L’Aquila, area omogenea 6), Mauro Di Ciccio, sindaco Rocca di Mezzo (L’Aquila, area omogenea 9).

“Siamo molto preoccupati – spiega infatti Ciacchi – dal primo gennaio a venir meno infatti non è solo il coordinatore, ma anche i dirigenti d’area dell’Usrc che sono nominati con rapporto fiduciario dal coordinatore, e che si occupano di ricostruzione privata, pubblica, contabilità rendicontazione”.

Dunque se l’ufficio continua comunque a macinare pratiche, ad oggi non c’è nessuno che ha potere di firma, e dunque è bloccata l’erogazione dei fondi ai Comuni per pagare lo stato di avanzamento lavori nei cantieri della ricostruzione, o altre esigenze come pagare gli affitti a chi è rimasto senza casa. E non c’è nessuno che ha potere decisionale su i vari atti che riguardano la complessa macchina burocratica della ricostruzione post-sismica.

“Per fortuna prima del 31 dicembre è stato firmato tutti il firmabile, ma a breve il rischio è che la ricostruzione resti senza ossigeno”, aggiunge Ciacchi.

Un paradosso, perché finalmente i fondi per la ricostruzione dei 54 comuni del cratere e oltre 100 fuori cratere ci sono, 290 milioni più un residuo di 90 milioni, stanziati con l’ultima delibera Cipe, e basteranno a coprire il fabbisogno del 2016. Sempre che non ci siano intoppi che impediscano di assegnarli con la dovuta celerità.