L’AQUILA – “La mozione per ricostruire il centro storico dell’Aquila: il corso, i portici, piazza Duomo, piazza Palazzo e San Bernardino nel termine di 12 mesi proposta da Enzo Lombardi e Carlo Benedetti, condivisa dal sindaco Massimo Cialente e dall’assessore Pietro Di Stefano nonché da altri consiglieri, è un chiaro segno di debolezza di questa amministrazione comunale, capace solo di contestare  e contraddire ogni  progettualità diretta alla ricostruzione del centro storico avanzata dal governatore Chiodi, da Fontana e da Cicchetti”.

Ad affermarlo è Beniamino D’Eramo, segretario comunale del Partito socialista italiano, che definisce la mozione bipartisan che verrà discussa oggi in consiglio comunale una “pazza idea” che ha un fine preciso: “bloccare e poi rinunciare alla ricostruzione delle sei aree voluta dal consulente Fontana e già avviata con la presentazione delle istanze con scadenza 15 settembre scorso. Ecco perché le centinaia e centinaia  di domande presentate al Comune dell’Aquila da parte di proprietari di immobili posti all’interno delle sei aree sono praticamente paralizzate negli uffici del Comune. Uffici questi che sono aperti al pubblico soltanto quattro ore alla settimana impedendo a interessati e tecnici di seguire le proprie istanze.  Questo non è ricostruire”.

Secondo D’Eramo “devono essere ricostruite prima le sei aree e poi il centro storico, non c’è scelta, è una giusta programmazione tecnica. I cittadini terremotati non meritano lo stallo in cui è caduta la città e non devono più subire le volontà di questo ‘politicare’ che gioca con la bontà del popolo aquilano, un popolo che, ‘per fortuna’ dei nostri politicanti, non è più quello dei ‘moti del capoluogo di regione’ di oltre quaranta anni fa che incendiò le sedi dei partiti e le ville dei politici locali che si erano venduti ai pescaresi”. 

“Ma tutto può succedere anche oggi – conclude – La gente è stanca, inattiva, non crede, non programma il futuro e così l’economia della città va a rotoli. I disoccupati e i giovani senza lavoro possono essere un pericolo sociale ed è per questo che il partito socialista chiede al Prefetto dell’Aquila un opportuno interessamento”.