L’AQUILA – “La convocazione urgente da parte dell’assessore comunale alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, di un tavolo con i direttori di Asl e Arta, per predisporre al più presto un calendario pubblico sulle demolizioni e predisporre controlli preventivi sui cantieri”.

È la richiesta dei consiglieri comunali Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) e Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) dopo l’allarme lanciato qualche giorno fa da un gruppo di cittadini preoccupati per la nube di polveri sollevata durante l’abbattimento di un edificio, avvenuta senza l’utilizzo di acqua ad attutirne la dispersione.

Diverse in passato sono state le segnalazioni raccolte da AbruzzoWeb di cittadini preoccupati per gli effetti nocivi di queste polveri sulla salute, tanto che alcuni si stanno organizzando per costituire un comitato ad hoc.

“La predisposizione del calendario, che dovrà essere pubblico, è necessaria per due motivi – spiega Di Cesare – coordinare Asl e Arta così che attuino i controlli preventivi sulle demolizioni in modo che tutto avvenga secondo le procedure previste; e poi per dare anche ai cittadini la possibilità di fare i propri controlli”.

Di Cesare lancia anche un appello “all’Ance, affinché sorvegli sui suoi associati per il rispetto delle elementari misure a tutela della salute pubblica. Altrimenti senza controllo le imprese fanno come vogliono”.

La causa della poca accortezza sulle procedure per le demolizioni, per il capogruppo di Apl è che “si fanno offerte a ribasso, e per ottenere un maggior profitto si violano le regole”.

Per Di Cesare e Vittorini è necessaria maggiore trasparenza anche sui dati relativi alla qualità dell’aria, elaborati dall’Arta. “I dati sono prodotti con i soldi pubblici ed è giusto che vengano resi noti alla cittadinanza che li ha pagati”.

In futuro, come si spera, le demolizioni aumenteranno sempre di più , con l’avvio della cosiddetta ricostruzione pesante, e se le cose rimangono come ora la città rischia di venire sommersa dalla polvere: l’aria sana e pulita per cui L’Aquila era conosciuta prima del terremoto rischia di diventare siolo un lontano ricordo.