L’AQUILA – “Cialente e Barca hanno fallito: ora è necessaria una sobrietà e una concretezza che non appartengono a questo sindaco”.
Lo afferma il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale d’Abruzzo, Giorgio De Matteis, in riferimento al sindaco dell’Aquila terremotata, Massimo Cialente, e l’ex ministro per la Coesione sociale, Fabrizio Barca.
“Fin dal passaggio dalla gestione commissariale a quella ordinaria, richiesta da Cialente – afferma De Matteis, avversario del primo cittadino aquilano alle elezioni amministrative dell’Aquila del 2012 – avevamo sottolineato che ci saremmo trovati prima o poi, in una situazione di grave emergenza. Pur avendo chiesto a Barca e Cialente di trasferire le risorse finanziarie Cipe gravate da onerosa burocrazia su Cassa Depositi e Prestiti, una procedura più rapida ed efficace, non siamo stati ascoltati e oggi ci troviamo di fronte al dramma. Cialente piange e dopo la patetica manifestazione con le carriole a Roma (che avrebbe dovuto risolvere immediatamente il problema delle risorse finanziarie), è seguita un’altra, peggiore dimostrazione di fallimento, che si è concretizzata con la pantomima della restituzione della fascia e della cancellazione del tricolore”.
“Abbiamo chiesto un Consiglio comunale straordinario – continua – per affrontare realmente e seriamente questi problemi. Già da giorni Casini e Alfano sono stati sollecitati, affinché nel Governo ci sia un’azione immediata che si concretizzi con disponibilità finanziarie reali e con un rappresentante dell’Esecutivo che si occupi della ricostruzione con attenzione e con reale volontà di soluzione dei problemi, in particolare nell’individuare ogni strumento che possa dare risposta all’esigenza di risorse finanziarie aggiuntive immediate”.
“A ciò bisognerà aggiungere – conclude De Matteis – nella nuova strategia che stiamo disegnando per superare il fallimento di Cialente, una modalità efficace ed efficiente degli uffici comunali, in questo momento paralizzati e incapaci di poter dare risposte ai cittadini che attendono ormai, esasperati, la ricostruzione della loro città”.



