L’AQUILA – La leva fiscale è indispensabile per permettere il ritorno delle attività commerciali nel centro storico aquilano, devastato dalla scossa del 6 aprile 2009.

È una delle idee-chiave del governo Renzi espressa oggi nell’incontro-visita del ministro.

Secondo quanto ha raccontato il primo cittadino, in risposta ai dubbi del ministro su come fosse possibile un ripopolamento del centro storico, Cialente ha spiegato che serve “credito d’imposta per gli interventi di ristrutturazione dei negozi, no Tarsu per 5 anni e nuova politica degli affitti”.

Queste sono le linee-chiave espresse e concordate, ma come ha detto Cialente, questa volta “c’è un governo che ti ascolta. Non è un caso che contrariamente al passato sia stato Delrio (Graziano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ndr) a chiamarmi personalmente per informarmi di certe attività governative”.

La strategia di Franceschini, espressa da Cialente, è quella di un ministero come quello dei Beni culturali che diventa chiave di volta per la ricostruzione.

Cialente ha detto che il ministro “vuole creare una struttura nel Mibac dove siano concentrate le competenze della ricostruzione, del restauro e del turismo”.

Successivamente il sindaco Cialente ha spiegato che l’idea forte di Franceschini è quella di distinguere “la ricostruzione post sisma per l’Emilia da quella de L’Aquila. Se in Emilia le maggiori competenze appartengono al ministero dello Sviluppo economico, L’Aquila è città di cultura e quindi è interesse primario dei Beni culturali”.

Cialente ha spiegato che, per gli aspetti legati alle risorse, “si sta facendo strada l’idea di una struttura che ricostruisca L’Aquila paritaria tra presidenza del Consiglio con Delrio e ministero delle Finanze con Giovanni Legnini”, il sottosegretario abruzzese di fresca nomina.