L’AQUILA – “Non mi dimetto. Sto lavorando per il bene della mia città e degli aquilani, preferisco che a cacciarmi sia il governo”.
Lo ha detto il sindaco dell’Aquila e vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente, nella conferenza stampa convocata per fare il punto sui fondi per la ricostruzione, diventata poi testimonianza fiume.
Cialente, finito nel ciclone e al centro degli attacchi del Pdl per il pestone nel corso della carica della polizia ai terremotati che manifestavano il 7 luglio a Roma, risponde al vice presidente del consiglio regionale abruzzese Giorgio De Matteis, che ne aveva chiesto le dimissioni.
“Ha chiesto le mie – ha evidenziato Cialente – ma non quelle di Gianni Chiodi, che è il commissario: una cosa strana. Se ci danno quanto dato ad altri territori che hanno vissuto la stessa tragedia, tutto finirà, altrimenti non ci fermeremo. Per esempio, con la restituzione delle tasse in dieci anni al 100 per cento, saremo tutti più poveri e quindi spendendo meno, l’economia non ripartirà”.
In relazione alla manifestazione, Cialente ha spiegato che “c’erano persone, tra cui molti anziani, che sfilavano per la prima volta e che non hanno capito il perché dei manganelli. C’erano i centri per anziani, altro che centri sociali”, ha tuonato il sindaco.



