L’AQUILA – Antipasto televisivo sulle criticità della ricostruzione alla vigilia del vertice a tre di domani tra il ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, nominato “inviato speciale” dal premier, Mario Monti, il commissario delegato, Gianni Chiodi, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che si terrà domani a mezzogiorno.
Due di questi tre protagonisti, Cialente e Barca, si sono infatti confrontati oggi in tv su La 7, nel programma L’aria che tira di Myrta Merlino, affrontando le tematiche più calde. AbruzzoWeb ha contattato il primo cittadino del capoluogo al termine della trasmissione per chiedere com’è andata.
Tra le indicazioni emerse, l’urgenza di una nuova filiera tecnica per smaltire le pratiche, già lanciata da Cialente negli ultimi tempi, e la necessità che il governo ritiri la proposta di zona franca in Commissione europea per poter andare avanti con la Zfu “mignon”, gli aiuti in regime de minimis.
Cialente replica anche agli strali di Presadiretta, la trasmissione di Riccardo Iacona che ha parlato di “ricostruzione sulla faglia”, e smentisce una proroga “elettorale” delle autorizzazioni per le casette di legno.
Come le sembra il rinnovato atteggiamento del governo?
Molto positivo, anche perché al primo punto hanno messo il discorso sviluppo economico. A marzo si avvieranno gli otto progetti di sviluppo venuti fuori dal workshop dell’Ocse 3 luglio 2009. Domani avremo il vertice, porterò alcune proposte da inserire subito in ordinanza per sbloccare la situazione.
Quali?
Soprattutto vorrei risolvere il problema di quando andrà via la filiera (entro fine aprile, ndr). Sono preoccupatissimo. È come un treno che corre senza sapere che cosa fare verso un ponte crollato. E poi proporrò di eliminare la retroattività del contributo di autonoma sistemazione, che è completamente sbagliata. Dobbiamo parlare anche del rilancio degli investimenti, non ultimo il turismo. Il grido degli albergatori è il sintomo di una crisi reale.
L’asse governo-Comune vuol dire escludere il commissario dai processi decisionali?
No, ma credo che il governo abbia capito il ruolo dei Comuni e in particolare di quello dell’Aquila, che da solo vale più del 50 per cento della ricostruzione. Un ruolo fondamentale e molto propositivo. Non avrebbe senso andare avanti senza il Comune dell’Aquila, come know how è l’ente che sa più cose, ormai questo è certo.
Barca ha detto che i 90 milioni del de minimis o zona franca “mignon” sono disponibili da domattina, è vero?
Ho visto una grande disinformazione su questo. Il de minimis e le altre 26 misure, definite da Barca “una goccia nel mare”, non richiedono alcuna autorizzazione europea. Ezio Rainaldi (consigliere di Confindustria che aveva attaccato il sindaco sulla questione, ndr) è l’ultimo giapponese rimasto a pensare il contrario, non so chi glielo suggerisce. C’è un problema che sta bloccando tutto e il governo dorme, bisogna scioglierlo: è necessario che il governo ritiri la notifica della zona franca urbana, che è stata bocciata. A quel punto potremo immediatamente partire.
Con quali mosse?
C’è già stato un tavolo cui non ha partecipato Confcommercio, non so perché. La prossima settimana avremo un incontro al ministero dell’Economia per concordare la strategia applicativa. La politica facilita le decisioni ma non le assume da sola, ci vogliono le categorie e i sindacati, stavolta spero anche Confcommercio voglia aderire.
Sempre su La 7 Barca ha detto che chi abita la progetto C.a.s.e. non è sfollato, che ne pensa?
Lo portai a vedere il progetto C.a.s.e. quando ancora stavamo lavorando, e più volte gli mostrai i lavori. Lui dice che gli inquilini non sono sfollati nel senso che non sono in mezzo a una strada come chi ha il Cas o sta ancora in albergo. Tuttavia è comunque gente che sta fuori da casa sua, in abitazioni sì dignitose ma in ambienti angusti, ricevo telefonate in continuazione su questo.
Parlando sempre di tv, come ha visto la puntata di Presadiretta e l’accusa pesante di “ricostruire sulla faglia”?
Sono rimasto molto male per il taglio della trasmissione. È bene che si accendano i fari sull’Aquila, e ringrazio Riccardo Iacona, ma dall’altro lato ha dato una versione non vera. Non è vero che si sta costruendo sulla faglia, si stanno riparando le case. Non butto la responsabilità sui progettisti, come ha detto lui, però è vero che sono loro che firmano i progetti e mi dicono che c’è un miglioramento. Quanto alla sicurezza, dei 1.200 euro al metro quadrato solo 600 sono per il miglioramento sismico, una cosa stupida. La responsabilità anche qui è delle ordinanze sbagliate, basterebbe lasciare libertà al progettista: meglio case sicure che un pavimento in parquet.
E l’eccessivo consumo del territorio?
Non credo sia vero, tutto quello che è rientrato è rientrato in contenitori che già c’erano, mentre le nuove licenze edilizie si contano sulle punte delle dita.
Nota dolente, le casette di legno.
Non sono 4 mila a noi risultano 1.400 domande (la stima indicata da Cialente in realtà è per tutto il “cratere”, ndr). È vero che le autorizzazioni in base alla nostra delibera erano per 18 mesi, ma si devono rinnovare finché continua l’emergenza. Solo chi ha costruito in aree a rischio idrogeologico riceverà avvisi di demolizione, perché a stare lì si rischia la vita.
Non sarà, quindi, una proroga “elettorale”.
È come se si considerasse una proroga elettorale il rinnovo del comodato delle C.a.s.e., dei Map, degli affitti concordati o degli alloggi del fondo immobiliare. Se questi cittadini hanno le case “E” e le “E” non partono, dove li mandiamo, sotto i ponti? (alb.or.)



