L’AQUILA – Nuova puntata del duello-tormentone a colpi di dati sulla ricostruzione tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il commissario delegato, Gianni Chiodi.

Ieri quest’ultimo ha ironizzato sul primo cittadino, facendo notare che i dati forniti al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, contestati dall’amministrazione, erano stati forniti dal Comune stesso.

Oggi la replica di Cialente, che non l’ha presa bene e in una lunga nota rincara contro Chiodi, accusando la struttura commissariale di aver taroccato i dati sulla ricostruzione pesante, quella delle case più danneggiate, mischiandoli con le cifre della ricostruzione leggera, “condotta rapidamente e con successo dal Comune”, chiosa.

Cialente tocca inoltre un punto caro a Barca, “inviato speciale” del premier Mario Monti che, nella sua prima visita in città, ha parlato di comunicazione da migliorare: “Chiodi ha otto addetti stampa, quanti altri ne vuole?”, chiede maligno il sindaco.

Non manca una stoccata elettorale, contestando una dichiarazione di Giorgio De Matteis, che sarà tra i contendenti della fascia tricolore di Cialente a maggio, l’uscente in relazione a Chiodi lo dichiara “suo candidato”, un ritornello sempre più frequente.

LA NOTA DI CIALENTE

Vorrei sempre evitare polemiche pretestuose ma, nell’interesse della città, sono costretto a puntualizzare i dati e le mie affermazioni: solo partendo da dati oggettivi, infatti, si possono risolvere i problemi.

Mascherandoli, o sottacendoli, al contrario, si persevera in un delittuoso atteggiamento che, complice l’abbandono di fatto della città da parte del governo Berlusconi, a partire dalla prima metà del 2010, ha fatto sì che pressoché nulla si sia fatto in questi tre anni, che la ricostruzione pesante sia ferma e nulla sia accaduto, neanche un centesimo investito, per il rilancio economico e produttivo.

Rimando al verbale della Commissione parlamentare nel giorno dell’udienza del ministro Barca: i dati in essa riportati nascono dalla mistificazione che compie la struttura tecnica di missione, inserendo nella ricostruzione delle “E” dati relativi alla riparazione delle “B” e delle “C”, una ricostruzione condotta rapidamente e con successo, per oltre 9.500 unità immobiliari, dal Comune dell’Aquila, allorquando, la filiera Fintecna- Reluis-Cineas da noi diretta, operò con sufficiente celerità.

La verità è che la struttura tecnica di missione fornisce dati confusi per mascherare il suo totale insucesso, anzitutto nei 15 mesi persi per la stesura delle linne guida per le E delle periferie e successivamente nel pasticcio combinato nell’organizzazione dei lavori della filiera. Questi sono dati oggettivi!

Se pure dovessimo avere l’approvazione dei contributi, per tutte le 8.500 pratiche ( cosa della quale purtroppo dubito) è chiaro che la fine dei lavori di riparazione o ricostruzione delle “E” a questo punto andrebbe a metà 2013 inizi 2014: 5 anni per riparare le case “E” della periferia!

Questo dà prova del drammatico e vertiginoso fallimento della struttura tecnica di  missione, che aveva questo compito, e non quello di dilettarsi in piani strategici e della stessa struttura commissariale.

Altro esempio lamapante della insufficienza e inefficacia della struttura di missione sta nel fatto che a tutt’oggi, 11 marzo 2012, ancora non vi sia certezza di chi eseminerà le 15mila pratiche relative alle unita’ immobiliari dei centri storici. Se non dovesse farlo la filiera, chi lo farà?

Perché non si è provveduto a creare e a preparare la struttura alternativa, proposta dal Comune dell’Aquila, nel settembre 2012?

Chi risponde di questa incuria, vero e proprio menefreghismo? Ritardi che si traducono nel disagio dei cittadini, nella loro rabbia, nei costi ormai insostenibili dell’emergenza assistenziale, nella esiziale mancanza di alloggi per gli studenti universiari.

Poiché sono abituato a parlare con i dati, rinvio nuovamente al verbale della commissione territorio della camera dei deputati.

Circa la questione della scarsa informazione ai cittadini, mi chiedo cosa si dovrebbe comunicare, qual è il tanto fatto e chiedo a Chiodi, che ha 8 addetti stampa alla Sge, di quanti altri ne ha bisogno per renderci noti i grandi successi di questi anni.

Sul piano di ricostruzione, aspetto di conoscere per quale motivo il commissario  e la provincia siano  stati assenti all’avvio della conferenza di servizi per la sua approvazione, atto che ritengo gravissimo.

Tra l’altro il suo candidato sindaco De Matteis, afferma ripetutamente che Chiodi si sarebbe già voluto dimettere da commissario e che starebbe restando solo per approvare i piani di ricostruzione.

Domanda: perché dei 23 piani presentati ancora nessuno, a distanza di mesi e mesi, ha raggiunto l’intesa?

Perché non partecipa alle conferenze di servizio?

La verità è che Fontana non vuole raggiungee l’intesa per gestire lui con Chiodi la ricostruzione.

Per le scuole, mi chiedo perché i soldi destinati all’Aquila, siano andati in tutte le altre città abruzzesi anche non colpite dal terremoto e perché al Comune dell’Aquila siano stati dati solo 12 milioni di euro a fronte dei 45 necessari, giacché 6 milioni sono fondi non del commissario ma del partito democratico (Legge Mancia).

Infine, non sto assolutamente prendendo le distanze da questo Governo. Come rispetto al precedente, io giudico gli atti in rapporto agli interessi della mia città, che vengono prima di tutto, prima di valutazioni di oppurtunita’ politica, prima di qualsiasi mio interesse particolare.

Aspetto gli atti di questo Governo, per poter fare come fatto anche col Governo Berlusconi; manifestazioni di apprezzamento e ringraziamenti o, se necessario, dure contestazioni. Tutto ciò perché tutti noi aquilani, così come ormai riportato dalla stampa nazionale, sappiamo di essere stati abbandonati a noi stessi.

Ritengo che tutti noi abbiamo non più il diritto, ma il dovere,  di difendere la Citta’ ed il nostro futuro nei confronti di chi non solo non ci risolve i problemi ma ce li crea.

Se qualcuno sta prendendo le distanze, è piuttosto il Governo che ormai ha di fatto dimissionato la struttura commissariale, prendendo atto del suo oggettivo fallimento.

DE SANTIS (IDV): ”BASTA SCARICABARILE CHIODI-CIALENTE”

“Lo scaricabarile Cialente-Chiodi ha stufato: due facce della stessa medaglia. L’Aquila ha bisogno di una credibile alternativa”.

Lo afferma in una nota il segretario comunale dell’Italia dei valori, Lelio De Santis.

LA NOTA COMPLETA

Anche nella campagna elettorale ormai avviata risuona il refrain dello scontro Cialente-Chiodi, sindaco-commissario alla ricostruzione, che per tre anni ha paralizzato la ricostruzione e ha creato polemiche dannose per la città.

Lo scontro è su tutto: sui fondi per la ricostruzione e sui fondi per le scuole, sulle pratiche bloccate per le case “E” e sui piani di ricostruzione, ma tutti sanno che si tratta di uno scontro costruito ad arte per polarizzare l’attenzione e, quindi, il voto dei cittadini verso due ipotesi di proposta gestionale della ricostruzione, simili e sbagliate.

Entrambi i protagonisti, e sono i fatti di questi tre anni a parlare, hanno una visione verticistica e padronale della ricostruzione; entrambi hanno un approccio poco trasparente sui percorsi amministrativi e sugli affidamenti dei fondi per la ricostruzione; entrambi hanno bisogno di avere o di immaginare un avversario politico da combattere!

Questo è stato il motivo che ha caratterizzato la mancata ricostruzione: Cialente dica quello che ha fatto, faccia parlare i risultati che ha conseguito, per esempio, spieghi perché si continuano a pagare ad alcuni imprenditori milioni di euro per il fitto delle diverse sedi comunali, dica se ha condiviso o ha subito le scelte più importanti e più scellerate che hanno martoriato il territorio aquilano; dica perché ha proceduto con una pianificazione sconsiderata a colpi di varianti al Prg, salvo poi dire solo ora che il suo primo impegno sarà la redazione del nuovo Prg!

Il sindaco uscente, per rispetto dei cittadini, deve fare il rendiconto dei suoi cinque anni di governo della città e non ergersi a novello Masaniello o a moralizzatore della vita cittadina che ha contributo a rendere complicata e paludosa.

Con il Pdl in totale confusione e a seguito di primarie che hanno dato un esito scontato ed enfatizzato, il sindaco in carica è preso da un delirio di onnipotenza e vuole abrogare il secondo turno, per non perdere tempo… Dimenticando il tempo che ha perso in scontri sterili o nel gioco delle dimissioni!

Ritengo che la città abbia bisogno di un’alternativa politica seria e credibile, di un’idea di città perseguita con concretezza e con coerenza, con trasparenza e con la partecipazione reale dei cittadini.