L’AQUILA – “Posso dire che il Governo ha preso in giro il Comune dell’Aquila e gli aquilani”.  

Lo ha dichiarato Massimo Cialente, sindaco del Comune dell’Aquila, questa mattina in conferenza stampa, alla presenza dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, nel corso di una confrenza stampa durante la quale ha lanciato strali contro l’Esecutivo guidato dal premeir, Mario Monti, e la Protezione civile.

“Per mesi  – ha sottolineato il primo cittadino – sono stato colpevolizzato che i soldi per la ricostruzione del centro storico non c’erano pe rché l’amministrazione comunale non presentava il piano di ricostruzione. Su richiesta della Protezione civile abbiamo presentato una proposta d’ordinanza per semplificare le norme già vigenti e per permettere l’accesso al buono contributo per tutte le unità immobiliari del centro storico a qualunque uso adibite. Il Governo, invece, senza nemmeno interpellarci il 5 gennaio era pronto a firmare un’ordinanza per il centro storico in cui venivano confermati i medesimi criteri e linee guida impiegate per le case ‘E’ della periferia’”.  

 
“Ho bloccato la firma chiedendo di discuterne intorno a un tavolo di lavoro –  ha continuato il sindaco – perché Franco Gabrielli (Capo del dipartimento della Protezione civile, ndr.) ha risposto alla nostra proposta con una lettera in cui si capisce chiaramente che non ci sono soldi in più per il centro storico, unica eccezione i palazzi vincolati e di interesse storico e artistico per cui è previsto un ulteriore contributo: è la prima volta che esce qualcosa di scritto sulle risorse”. 
 
“Mi sembra che qualcuno voglia giocare all’Aquila una partita politica sulla pelle dei cittadini – si è scaldato Cialente – Se non si semplificherà la filiera della presentazione dei progetti e dell’elargizione dei finanziamenti, quando ad aprile ReLuis e Cineas andranno via, ci troveremo, accodati ai 2 mila progetti ‘E’ della periferia presentati dopo il 31 agosto, anche tutti quelli del centro storico: la ricostruzione si bloccherà per anni”.
 
La proposta d’ordinanza inviata dal Comune dell’Aquila in data 28 dicembre 2011 era finalizzata alla semplificazione e alla “messa a sistema” delle procedure relative agli interventi delle aree perimetrate ai sensi del Dcd n.3/2010, in definitiva tutti gli edifici del centro storico, vincolati o meno e adibiti a qualunque uso. 
 
“Gabrielli – ha aggiunto Cialente – ha accettato di parlare di alcuni punti della nostra proposta, altri li ha esclusi a priori. Ma perché non farlo subito? Se non ci fossimo accorti dell’ordinanza che stavano firmando ci sarebbe piovuta addosso senza che potessimo contestarla. In questo il nuovo Governo sembra peggiore di quello di Berlusconi”. 
 
“La nostra richiesta a Mario Monti – ha concluso Cialente – è di poterci sedere a un tavolo e decidere insieme come agire vedendo se le nostre proposte sono valide o meno. L’importante è che la città non diventi un terreno di battaglia politica. Se si firmerà l’ordinanza non mi resterà che concludere che l’intento del Governo è allungare al massimo i tempi per non dare subito i soldi”.
 
ACCESSO AI CONTRIBUTI PER TUTTE LE UNITA’ IMMOBILIARI DEL CENTRO STORICO A QUALUNQUE USO ADIBITE 
 
“Nella proposta di ordinanza del 28 dicembre – ha spiegato Pietro Di Stefano – abbiamo chiesto l’accesso al buono contributo per tutte le unità immobiliari del centro storico: edifici vincolati, seconde case attività commerciali senza le restrizioni della normativa vigente. Dalla lettera di rispota Gabrielli si capisce che invece per le seconde case e le attività produttive resterà la soglia massima di 80 mila euro”.
 
Secondo la normativa vigente, infatti, nel caso di una seconda casa i proprietari possono accedere al finanziamento all’80 per cento, con tetto massimo di 80 mila euro, soltanto nel caso in cui non abbiano già beneficiato di finanziamenti per la prima casa.
 
“In pratica – è intervenuto Cialente – avremo un centro storico ricostruito con dei buchi nel tessuto abitativo: le seconde case. Poi, le attività produttive cosa ci fanno con 80 mila euro? Se non riparte il commercio non ha senso ricostruire il centro storico”.
 
ABOLIZIONE SOGLIA 60 PER CENTO PER MESSA IN SICUREZZA, COMPILAZIONE MODELLI AEDES AI PROGETTISTI
 
“Abbiamo proposto – ha dichiarato Di Stefano- visto l’alto rischio sismico del nostro territorio, di abolire, per gli edifici del centro storico, il livello massimo di sicurezza mantenendo il limite del 60 per cento. In pratica volevamo lasciare i progettisti liberi di decidere come impiegare i 1260 euro al metro che si accordano alle case ‘E’, decidendo di impiegarli volendo soltanto per la messa in sicurezza strutturale, arrivando anche all’80 per cento. Infatti, è importante che la struttura sia solida, poi i pavimenti e le pareti si possono sistemare in un secondo tempo. Questo con l’ordinanza esistente non si può fare”.
 
Per agevolare la filiera della presentazione dei progetti il Comune dell’Aquila ha proposto che gli stessi progettisti si occupino della compilazione dei modelli Aedes per classificare gli immobili e,  in base a questo, dare una stima reale dei danni. Quindi individuando da subito la cifra approssimativa del contributo, “Gabrielli ha risposto che – ha letto testualmente Di Stefano – ‘risulta incompatibile con la struttura normativa vigente la proposta di determinare il contributo in base a costi parametrici e obiettivi'”.
 
“Abbiamo proposto – ha concluso Di Stefano – anche di permettere le varianti ai progetti in corso d’opera. Chi lavora con gli edifici storici sa bene quanti inconvenienti possono succedere durante la ristrutturazione. Non ha senso non permettere le varianti e le migliorie come per le case ‘E’ della periferia”.
 
GRUPPO TECNICO E CREAZIONE “SPORTELLO UNICO”, ANTICIPAZIONE FINANZIAMENTI SOCIETA’ E PRIVATI
 
“Un punto per noi importante nella proposta di ordinanza – ha dichiarato DI Stefano – è capire cosa succederà quando ad aprile andranno via ReLuis e Cineas. La nostra proposta vedeva la creazione di un gruppo tecnico per fare uno ‘sportello unico’ come negli altri terremoti, con personale comunale e della Protezione civile, ma in modo che il cittadino avesse un unico referente”.
 
“Questo gruppo tecnico – ha precisato Di Stefano – dovrebbe occuparsi, in concomitanza, della valutazione dei progetti delle ‘E’ della periferia e di quelli degli aggregati e degli edifici del centro storico proprio per non ritardare questi ultimi accodandoli ai primi”.
 
“Ulteriore punto che abbiamo proposto  – ha concluso Di Stefano – è la possibilità che società, banche e privati possano, previa presentazione del progetto, anticipare i finanziamenti e poi riprendersi, in un secondo tempo, il contributo accordato dalla Stato, che non sarebbe costretto a elargire subito a tutti grandi cifre”.
 
“In questo modo – ha concluso Cialente – la ricostruzione potrebbe cominciare subito, lo Stato potrebbe dare i finanziamenti in un secondo momento anche con credito d’imposta e non per forza in conto capitale: ci sarebbero vantaggi per tutti”.