L’AQUILA – “Ho impressione che l’Unione Europea non accoglierà nessuna delle richieste, perché se ne accoglie una dovrà accoglierle tutte”.

Ai microfoni di AbruzzoWeb, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, afferma di non credere che sarà possibile un superamento del patto di stabilità, il rapporto tra deficit e Pil di uno stato membro che per i diktat dell’Europa non può superare il 3%, né per l’alluvione in Sardegna, come auspicato ieri dal premier Enrico Letta, né tantomeno per la ricostruzione dell’Aquila. 
 
“Il superamento del patto di stabilità è stata una delle mie prime richieste in qualità di commissario delegato – ricorda Chiodi – Una richesta già sostenuta presso l’Unione Europea che giace lì, le altre si aggiungeranno alla nostra. Certo, la questione è diversa perché una cosa sono le spese emergenziali per salvare vite umane, che sono assai contenute, e una cosa sono le spese per la ricostruzione. Io penso che siano fatti che l’unione dovrebbe accettare, perché sono di carattere straordinario e non ripetibili”.
 
Uno dei problemi principali, secondo Chiodi resta il “deficit di credibilità del nostro Paese nei confronti dell’Unione che potrebbe essere esiziale, come quello della classe dirigente dell’Aquila”, afferma. 
 
Questo deficit si sarebbe manifestato, secondo il presidente, anche in occasione dell’audizione della delegazione aquilana al ministero dei Beni culturali a Roma, in vista della candidatura del capoluogo a Capitale europea della Cultura 2019, bocciata qualche giorno dopo.  
 
“Abbiamo visto tuttii motivi dell’esclusione – conclude – Tra questi c’è stata anche la presenza di una componente politica ritenuta inopportuna”, in riferimento alla senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane. Marianna Galeota