L’AQUILA – “Un certo livello di burocrazia è inevitabile, perché serve anche a controllare. L’alternativa a una totale assenza di burocrazia è la galera. Però questo non significa che debba essere talmente esasperata da rendere la vita difficile”.
Lo ha detto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, tornando a parlare nell’ambito del processo di disponibilità dei fondi per la ricostruzione, dell’effetto ritardo che può giocare la burocrazia.
“In questo momento – ha aggiunto – si sta cercando di snellire tutti quelli che sono i percorsi burocratici, soprattutto il Comune che sta affrontando molte problematiche complesse e amministrative. In questo senso, il mio invito è costante nei confronti del Comune dell’Aquila, così come nei confronti degli altri soggetti attuatori, che potranno essere coinvolti. Mi rendo conto che forse bisogna destinare più persone a quelle funzioni che devono assicurare una snellezza nelle operazioni di liquidazione delle risorse nei confronti di chi lavora”.
Ma il problema è che si rischia di avere i fondi ma che cittadini e imprese debbano ancora attendere per l’erogazione. E poi in molti dicono che quando c’era la Protezione civile le cose andavano meglio.
“È cambiato completamente lo scenario – ammette Chiodi – come è giusto che sia: quando si opera nell’emergenza si deve fare tutto il possibile senza badare a complicazioni di nessun genere, né burocratiche né di copertura finanziaria, quindi, operando in quel modo l’efficienza aumenta e si sacrificano i processi magari che possono essere di trasparenza, controllo e monitoraggio, però, è bene che accada così”.
“Ora – prosegue Chiodi – la situazione è diversa: è una straordinarietà, ma non c’è emergenza nella vita delle persone, nel senso che non sono in pericolo, quindi la legge si deve rispettare in tutti suoi ammenicoli. Spesso crea anche ritardi, però c’è un maggiore controllo e una maggiore trasparenza di quelli che sono i processi”.
Il commissario sottolinea ancora “che la Protezione civile operava in condizioni di emergenza particolarmente evidente, chiarissima, conclamata e questo fatto consente per legge l’utilizzo di un numero di deroghe elevatissimo che permette addirittura di impegnare soldi, di avere commesse, senza avere prima la copertura economica”.
“Per noi – conclude – intanto le deroghe normative non ci sono e poi per dare inizio ai processi è necessario avere la disponibilità, le coperture finanziarie”.



