L’AQUILA – Quanti sono i senza tetto dell’Aquila? Non certo 50 mila, ma poco più di 3 mila, dei quali solo 600 realmente senza casa.
Questa la stima che ha fatto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi (nella foto), parlando oggi in conferenza stampa a palazzo Chigi.
“Vorrei cominciare con un dato – ha esordito Chiodi – che deve essere interpretato in maniera corretta e non malevola o peggio ancora strumentale. All’Aquila non è vero che esistono 50 mila persone che sono assistite e senza tetto come alcuni organi di stampa continuano a sostenere”.
“Le persone effettivamente assistite e alloggiate perché prive di una stabile sistemazione abitativa – ha aggiunto – sono 3.179, all’Aquila”.
“Queste 3.179 persone – ha specificato ulteriormente il commissario – sono ospitate 2.720 negli hotel e 459 nelle caserme dell’Aquila. Badate bene, queste persone per la maggior parte sono titolari di case classificate ‘B’ e ‘C’ e quindi sono persone che stanno riparando in questo momento le loro case, perché destinatarie di contributi, e quindi gran parte di queste persone sono temporaneamente e inevitabilmente destinate a questo tipo di sistemazione”.
In questo sottoinsieme, Chiodi ne ha individuato uno ancora più piccolo. “Le persone che invece possono ritenersi effettivamente assistite – ha evidenziato – sono circa 600, di queste 3.179: proprietari di abitazioni classificate ‘E’, quindi con danni molto maggiori, e che quindi ci vorrà del tempo perché possano rientrare”.
Il governatore ha poi parlato degli altri terremotati. “Per quanto riguarda le altre persone, che nel nostro prospetto (questo sottolineato a voce alta, n.d.r.) indichiamo correttamente come titolari di un contributo di autonoma sistemazione, cioè che hanno trovato una sistemazione volontaria alloggiativa propria, queste persone solo impropriamente sono da considerare come se fossero senza tetto”.
Per giustificare quest’affermazione Chiodi ha elencato due motivazioni. “Primo – ha snocciolato – perché la maggior parte sono titolari di case ‘B’ e ‘C’ e che quindi stanno ristrutturando. Secondo, perché quando si dovette scegliere qual era l’entità, i numeri del piano C.a.s.e., quante case sarebbero dovute essere costruite per alloggiare persone che avevano abitazioni danneggiate molto e quindi ci sarebbe voluto più tempo, in quell’occasione furono fatti anche censimenti, chiedendo quale tipo di sistemazione preferivano”.
E molti, secondo Chiodi, hanno indicato una casa di proprietà, magari in luoghi di villeggiatura, “come avrei fatto anch’io”, ha commentato.
“Le persone realmente assistite, realmente senza tetto, all’Aquila sono 600. Chiaro? – ha concluso Chiodi, ripetendo le sue cifre – Le malevole interpretazioni sono strumentali e quindi destituite di qualsiasi fondamento”.



