L’AQUILA – “Negli ultimi tre anni sono stati ignorate accise e pianificazione del territorio, non va perso tempo ulteriore ma c’è bisogno dell’impegno frontale del governo e della stretta collaborazione fra l’Abruzzo e l’Emilia Romagna terremotati. Senza dimenticare la questione dell’Europa, terreno su cui si giocherà una partita probabilmente fondamentale per la rinascita del nostro territorio”.
Continua a tenere banco il difficile reperimento dei fondi per la ricostruzione dell’Aquila, colpita dal sisma del 6 aprile 2009.
Questa mattina gli esponenti del centrodestra abruzzese Giorgio De Matteis, Luca Ricciuti e Gianfranco Giuliante hanno fatto il punto della situazione, in una conferenza stampa a Villa Gioia, sede della Giunta comunale, sul fronte delle battaglie per garantire all’Aquila e ai Comuni del cratere sismico le risorse finanziarie necessarie alla ricostruzione. Due giorni fa, su iniziativa dell’onorevole del Pdl Filippo Piccone, era stato annunciato un ordine del giorno per impegnare il governo a ripristinare il finanziamento di Cassa depositi e prestiti per la ricostruzione dell’Aquila e del cratere, a margine di una riunione a Roma,
Ribaditi da Giuliante la necessità di collaborazione tra anime e partiti diversi tra loro, sindaco Massimo Cialente incluso, per la questione aquilana e il bisogno dello spostamento delle accise sui carburanti”, che “garantirebbero soldi freschi, immediati, oltre a farne rientrare subito nelle casse dello Stato senza aumentare le tasse”, Ricciuti e De Matteis, quest’ultimo caustico con la senatrice Pd Stefania Pezzopane (“a Roma solo una conventicola”, il commento della senatrice; ”Noi non perdiamo tempo, prima ci invitano a collaborare e poi criticano se prendiamo un’iniziativa”, il rimpallo di De Matteis), pongono l’accento su altri punti cruciali, come l’insufficienza dei fondi ora disponibili, circa 500 milioni, per il solo capitolo della ricostruzione, “visto che da quella cifra vanno tolti i soldi destinati ad altre voci, come il contributo di autonoma sistemazione (Cas), e il ripristino della Cassa depositi e prestiti, applicata dal governo di Silvio Berlusconi, ma poi in Italia è scoppiato in finimondo”.
“Dobbiamo giocare di sponda con il governatore della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, con cui è in contatto il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi – spiegani gli esponenti del Pdl – dato lo slittamento di un anno della ricostruzione privata causa difficoltà con la burocrazia. Lì ci sono dei soldi impegnati ma non ancora utilizzati, quindi è possibile prendere la cifra necessaria per il 2014 e dirottarla alla ricostruzione aquilana, ossia a quei progetti già ‘cantierabili’, completi sotto il profilo burocratico. Quel ‘tesoretto’ verrà ricostruito attraverso la destinazione delle risorse che saranno disponibili con lo spostamento delle accise sui carburanti, che come vedete sono una ‘voce’ applicabile in diversi casi”.
Ricciuti dal canto suo minaccia di nuovo il governo di Enrico Letta, “c’è da capire se è giusto che il partito sostenga ancora l’esecutivo o meno, perché il tema L’Aquila era nel programma con il quale il presidente Berlusconi si è presentato agli elettori alle politiche del febbraio scorso”.
“E poi c’è la battaglia a Bruxelles: i burocrati dell’Unione europea devono accettare il concetto che è possibile sforare il 3 per cento del rapporto tra deficit e prodotto interno lordo in caso di calamità naturali. La deroga al patto di stabilità è obbligaga”, conclude il consigliere regionale Pdl. (r.s.)



