L’AQUILA – Quasi cinque anni dopo il terremoto del 6 aprile 2009 l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila presenta il primo bando per la ricostruzione di un edificio segnato da danni strutturali (“E”).

Si tratta di una ristrutturazione da 2,3 milioni per tre fabbricati nella frazione aquilana di Gignano, il cui appalto scadrà il prossimo 5 febbraio. Sono 22 alloggi a canone sociale che saranno seguiti da altri in zona Ovest: in particolare dopo questo primo intervento ne partiranno ulteriori 4 per complessivi altri 100 alloggi nel complesso residenziale il Moro di Pettino che porteranno il totale delle risorse utilizzate a 18 milioni.

Una svolta tardiva ma presentata come un successo in un incontro con la stampa dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, dall’assessore ai Lavori pubblici Angelo Di Paolo e dalla presidente Ater degli ultimi 6 mesi, Francesca Aloisi, che ha commentato: “Meglio tardi che mai”.

La conferenza si è svolta nella nuova sede dell’Azienda nel quartiere periferico di Cansatessa, che solo da pochi mesi ha consentito all’Ater di uscire dai container provvisori post-sisma in cui era rimasta anche molti anni dopo la scossa delle 3.32.

“Abbiamo tardato rispetto a quanto avevo detto, pensavamo di uscire con i bandi tra settembre e ottobre ma abbiamo dovuto aspettare interpretazioni della norma che ci consentissero di portare avanti le gare con serenità”, ha spiegato la presidente Aloisi motivando l’ultimo slittamento dei bandi.

Il grosso del ritardo è stato invece causato da impasse burocratica dovuta in particolare a un conflitto di competenze sulla progettazione e realizzazione dei lavori tra la stessa Ater e il provveditorato interregionale alle Opere pubbliche.

Dopo un’intesa di alcuni mesi fa, il recupero di questi edifici, all’inizio di competenza del Provveditorato, è ora responsabilità dell’Ater per gli stabili a totale proprietà pubblica, e del Provveditorato quelli dove ci sono proprietari privati e pubblici. La progettazione è invece di competenza dell’Ater.

Complessivamente è di 1.562 il numero di alloggi di edilizia popolare danneggiati dal tragico sisma del 6 aprile 2009: 422 classificati con esito di danno “B” e “C”, 466 “A”, 2 gli stabili crollati e 682 quelli “E”.

Per questi ultimi, la stima delle risorse necessarie per tutti gli interventi, come ha spiegato la Alolisi, è di 116 milioni.

“Non dico che è stato vergognoso ma quasi – ha ammesso l’assessore Di Paolo – ma l’Azienda non ha commesso errori”.

Per il presidente Chiodi, infine, la ricostruzione delle case popolari “non sarà un tema di campagna elettorale. Gli inquilini votano? Sì ma in questi 5 anni non ho mai fatto scelte solo per il consenso”.

Da anni, il segretario regionale del sindacato Mia Casa, Pio Rapagnà, candidato alle prossime Regionali, ha denunciato i ritardi nella ricostruzione invocando l’intervento della Regione per una legge ad hoc. Alberto Orsini