L’AQUILA – Solo ieri il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, con una durissima lettera aperta, invitava il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e gli ordini professionali ad adoperarsi per l’avvio della ricostruzione pesante.

Oggi Enzo Marucci, componente dell’associazione ‘Borgo Rivera’ (impegnata per la rinascita del caratteristico quartiere a ridosso delle 99 cannelle) invia una replica nella quale muove vengono contestate alcune delle affermazioni del commissario.

‘Il presidente Chiodi asserisce che si possono fare dei correttivi ‘giustificati’ in corso d’opera , ma a me sembra che ciò non è scritto da nessuna parte’ scrive Marucci, il quale sostiene che nella migliore delle ipotesi tutte le procedure burocratiche potranno essere completate non prima del prossimo autunno, stagione in cui all’Aquila è molto difficile avviare cantieri e imponenti opere a causa delle condizioni climatiche del capoluogo.

La nota si conclude con un appello al commissario-presidente: ‘Chiodi mettesse in condizioni le ditte edili di lavorare in tranquillità scrivendo insieme ai componenti del tavolo tecnico e ai suoi collaboratori ciò che asserisce verbalmente’.

LA NOTA COMPLETA DI MARUCCI A CHIODI

Il presidente Chiodi asserisce che si possono fare correttivi “giustificati” in corso d’opera, ma a me sembra che ciò non è scritto da nessuna parte.

Ammesso che funzioni e sia frequentato il tavolo tecnico settimanale, bisogna sempre attendere la “pubblicazione degli aggregati” sul sito del Comune prima di prendere appuntamento con il segretario generale per la costituzione dei Consorzi.

Costituzione che avviene solo con tutti i documenti pronti e soprattutto con la presenza di tutti gli aventi diritto (immagino caos e tempi lunghissimi), dopo di che, il fiduciario o presidente del Consorzio previo riunione con gli aventi diritto potrà assegnare i lavori alla ditta o alle ditte edili in accordo con i tecnici.

Verrà fatto disegno e computo per i lavori che andrà in contraddittorio con la ditta edile (responsabile dei lavori e per questo attenta che il computo sia preciso o che gli aventi diritto colmino il maggior costo dei lavori) e solo dopo accordo totale potrà iniziare a montare i ponteggi.

Una volta fatto ciò che per legge è imposto a tutti noi, sarà circa ottobre, novembre, quindi data la giustificata motivazione di problemi atmosferici si rimanderà l’inizio vero dei lavori a data da destinare in tempi migliori.

Morale? È inutile vomitarsi addosso una mole smisurata di parole, sarebbe invece opportuno che il Comune assumesse o incaricasse altri impiegati che velocizzano la pubblicazione degli aggregati, e il presidente Chiodi mettesse in condizioni le ditte edili di lavorare in tranquillità scrivendo insieme ai componenti del tavolo tecnico e ai suoi collaboratori ciò che asserisce verbalmente, non per sfiducia nei suoi confronti, ma, come diceva nonno… Scripta manent.

Il mio non vuol essere un rimprovero a nessuno ma solo un mero sfogo o prendetela come un pensiero a voce alta.

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA APERTA DI CHIODI

Con nota del 2 marzo 2011, il Sindaco della Città di L’Aquila richiede, al Commissario Delegato per la Ricostruzione di convocare una riunione “…allo scopo di fare definitivamente il punto sulla questione relativa ai prezzi per la ricostruzione degli edifici in categoria E rispetto alle varie tipologie edilizie…”.

La riunione è ritenuta improrogabile e necessaria perché “…al Sindaco dell’Aquila pervengono quotidianamente segnalazioni di incongruenze o insufficienze di alcuni prezzi…”.“…Questa confusione…” aggiunge il Sindaco “…è inaccettabile per i cittadini, i progettisti e i costruttori. Non vorrei che fosse l’alibi per qualcuno!…”.

Continua il Sindaco di L’Aquila “…che, dopo i dodici mesi persi nel 2010, senza avviare la ricostruzione pesante, ogni ulteriore ritardo e indecisione, comunque e da chiunque generati, sarebbe ingiustificabile innanzitutto da un punto di vista morale…”.

Con nota del 4 marzo 2011, i Presidenti degli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti, del Collegio dei Geometri e dei Periti Industriali, di Confindustria, di Api Industria ed Ance di L’Aquila, confermano la “…totale disponibilità a ricercare ogni soluzione possibile per poter contemperare da un lato l’esigenza delle popolazioni ricadenti nel cratere, e dall’altro quella dell’economia, in senso lato, del nostro territorio con l’immediato inizio dei lavori…”.

Con la stessa nota sollevano la necessità: di inserire “…nella determinazione delle superfici inerenti le abitazioni classificate con esito di agibilità “E” soggette al Decreto n. 27 del 2 dicembre 2010, le superfici del vano scala su ogni livello dell’edificio e di valutare la possibilità di inserire in tale calcolo anche i muri interni…”; di determinare “…gli oneri inerenti la demolizione selettiva e il conferimento dei rifiuti, per categorie omogenee di codice CER presso gli appositi cassoni collocati all’interno delle aree di cantiere, ovvero aree pubbliche a servizio di più cantieri…”; di pubblicare “…un prezziario della ricostruzione, che preveda anche gli oneri conseguenti alla rimozione delle opere provvisionali – puntellamenti ed i relativi oneri per la sicurezza, propedeutici alle lavorazioni di ristrutturazione…”
Determinati gli elementi suddetti, la nota prosegue che è così possibile “…completare celermente tutte le attività progettuali e conseguentemente iniziare senza indugio i lavori  di ricostruzione inerenti i fabbricati classificati E al di fuori dei centri storici…”. Aggiunge infine che “…terminata questa fase normativa e regolamentare, potremmo approfondire le questioni ancora da definire riguardanti i fabbricati dell’interno dei centri storici, e iniziare, laddove possibile e permesso anche la sistemazione-ricostruzione di questi ultimi”.

Allo stato degli atti, non posso che affermare, ancora una volta, che il quadro regolatorio è pronto per quanto necessario all’avvio immediato della ricostruzione pesante.
 Gli ulteriori elementi – definibili in dettaglio rispetto all’obiettivo della ricostruzione della città e riconducibili a situazioni residuali non ancora puntualizzate ovvero non definibili a priori – saranno, comunque, finanziariamente riconosciuti e risarciti  quando  saranno  stati  proposti,  valutati e apprezzati dal Tavolo Tecnico che sta lavorando, con cadenza settimanale, su questi argomenti con la partecipazione degli stessi sottoscrittori della nota.

Proprietari, progettisti e costruttori diano inizio, ciascuno per quanto di competenza, alla ricostruzione.
Già oggi i massimali di costo definiti danno garanzia di copertura, sia con riferimento alle simulazioni effettuate insieme ai partecipanti al Tavolo, sia con riferimento ai massimali utilizzati nelle altre regioni italiane.

Qualora così non fosse, è mio preciso impegno garantire, a conti fatti, ovvero anche in corso d’opera, la copertura di eventuali e dimostrati maggiori costi.
In merito poi alla possibilità di “…approfondire le questioni ancora da definire…”, trascorsi quasi due anni dal terremoto non è più accettabile il continuo rinvio a successivi approfondimenti, molti dei quali risolvibili nell’ambito delle competenze e della professionalità dei tecnici e delle imprese di costruzione.

Ingiustificabile, a questo punto, è restare fermi.

Entro i prossimi 10 giorni, i firmatari della nota sono invitati a far conoscere al Commissario Delegato – che si preoccuperà di comunicarli ai cittadini con la pubblicazione sul suo sito – le loro ulteriori richieste che saranno affrontate nel corso delle riunioni del Tavolo Tecnico. Sullo stesso sito saranno comunicati i risultati degli incontri.