L’AQUILA – Sciopero della fame.

Si organizza così, per un giorno, il presidente di Mia Casa dell’Aquila Pio Rapagnà, in segno di protesta contro le lungaggini della ricostruzione della case Ater.

“Vogliamo che il Consiglio regionale approvi la legge per la ricostruzione dell’edilizia pubblica prima della fine dell’estate”, ha affermato ieri Rapagnà proprio di fronte al palazzo del Consiglio.

“I fondi per le case ci sono dal 2009”, ha specificato.

“Devono muoversi anche l’assessorato alla Ricostruzione, con l’approvazione di un atto di indirizzo, e il Comune dell’Aquila che deve cominciare a ricostruire le case, evitando di mandare gli inquilini nel Progetto C.a.s.e. Sono 1350 gli appartamenti classificati E da ricostruire e riparare, non è affatto un problema di soldi”.

“Con una ordinanza del 2009 – ha polemizzato – erano stati stanziati più di 190 milioni di euro. I soldi quindi ci sono. Si stanno facendo molte cose pur importanti, tranne quelle per le quali quelle somme erano state stanziate”.