L’AQUILA – I 27.263.695 euro di euro stanziati l’altro ieri dalla delibera Cipe per la ricostruzione delle case Ater dell’Aquila classificate E, non basteranno per tutti gli alloggi.
La cifra totale necessaria per ripararli, spiega l’amministratore unico Francesca Aloisi “è infatti di 85 milioni, mentre a oggi ne sono stati trasferiti 50.806.304,21 euro oltre ai fondi appena erogati”.
Mancano quindi all’appello ancora 6 milioni di euro.
La notizia dell’arrivo dei fondi è stata data dal sindaco, Massimo Cialente, che ha commentato “spero che questa volta i lavori saranno fatti per bene e non come quelli appena ultimati, fatti con gare al massimo ribasso”.
Con i 27 milioni arrivati sarà possibile ora riparare “147 gli alloggi – aggiunge la Aloisi – Il tutto sarà fatto con la massima attenzione, rigore e trasparenza imposti dalla legge, oltre la obbligatoria e auspicata collaborazione della Prefettura per della normativa anticorruzione”.
Le opere di ricostruzione saranno eseguite dal Provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio, Abruzzo, Sardegna per gli edifici che necessitano la demolizione, mentre per tutti gli altri dalla stessa Ater.
Gli interventi saranno eseguiti sugli edifici di via Amiternum, piazza Dorotea, via S.S. Filippi, via San Sisto, via Tosti, via Filippi, via Pizzo di Sevo e in località Cansatessa.
A oggi sono 506 gli alloggi agibili, mentre quelli ancora inagibili 743. I fondi Cipe già stanziati ed appaltati sono 50.806.304,21 euro per la riparazione di case classificate A,B,C e per la prima tornata delle E.
I tempi per la ricostruzione dei 147 alloggi “sono chiaramente quelli necessari, a livello tecnico amministrativo, alla predisposizione del bando, alla pubblicazione dello stesso con conseguente apertura della gara, alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande, all’ apertura delle offerte e all’attento vaglio delle stesse – prosegue – L’Ater dell’Aquila, pur nella consapevolezza dei ritardi da parte del Governo nella trasmissione dei fondi e della esiguità di essi rispetto al fabbisogno ha comunque un atteggiamento attivo ed è pronta al duro e impegnativo lavoro che l’aspetta”.



