L’AQUILA – “Ho appena firmato i bandi per l’affidamento dei lavori al palazzo del Governo e a quello dell’Inps”.

 
A dare notizia dell’imminente pubblicazione delle gare d’appalto per il restauro di due tra i più importanti edifici del centro storico dell’Aquila, è il provveditore interregionale alle Opere pubbliche per Lazio, Abruzzo e Sardegna Donato Carlea, a margine della firme del protocollo sulla sicurezza nei cantieri avvenuta questa mattina.
 
Carlea ha annunciato anche un terzo bando europeo per la progettazione del palazzo del Convitto nazionale, “dove l’onorario previsto per chi se lo aggiudicherà è di oltre un milione di euro”, ha specificato.
 
L’importo complessivo dei lavori sarà di 34 milioni di euro per l’edificio della Prefettura, divenuto negli anni il simbolo del sisma del 6 aprile 2009, e di 12 milioni per il palazzo dell’Inps che si trova nei pressi della Villa comunale. 
 
“Come provveditorato alle opere pubbliche abbiamo da appaltare complessivamente circa 400 milioni di euro – ha proseguito – I primi 200 li abbiamo già assegnati e qualche mese fa ci è stata trasferita la restante parte, circa 167 milioni, nei quali rientrano anche i 46 totali del palazzo del Governo e di quello dell’Inps. Stiamo facendo un ottimo lavoro e stiamo andando velocissimi, siamo già oltre il 60% tra opere realizzate e quelle che stanno per partire”. 
 
In relazione ai ritardi sulla ricostruzione delle case dell’edilizia residenziale pubblica (Ater) , Carlea ha poi aggiunto: “La convenzione con l’Ater prevede che il provveditorato sia la stazione appaltante per una parte degli edifici classificati ‘E’, ma per fare l’appalto abbiamo bisogno dei progetti. Con il nuovo presidente abbiamo messo a punto un programma che ci consentirà di farne partire molti entro il prossimo settembre”. 
 
Sono circa 70 i professionisti attualmente impiegati al provveditorato ai quali “si aggiungeranno altri 4 tecnici che hanno già lavorato con noi con un contratto a tempo determinato – ha affermato Carlea – Queste persone hanno partecipato al ‘concorsone’, ma non sono state assegnate ai nostri uffici. Ora ho chiesto di poterle reintegrare nel nostro organico”.  
 
A coadiuvare il lavoro dei tecnici del provveditorato anche molti professionisti esterni che “nel caso di un evento eccezionale come un terremoto, per legge, possono lavorare con noi – ha concluso – Sono molti, infatti, i progetti anche a loro firma. È chiaro che di fronte a un evento catastrofico di quelle proporzioni l’organico normale di una struttura non basta”.