L’AQUILA – Un solo atto di dimissioni è arrivato alla vigilia della scadenza, prevista per domani, sulle incompatibilità per gli amministratori pubblici che rivestono un ruolo tecnico nella ricostruzione, così come stabilito nella cosiddetta legge Barca.
Sul tavolo del presidente del Consiglio Carlo Benedetti è arrivata solo una comunicazione, quella del consigliere dell’Italia dei valori Giuliano Di Nicola, che si è dimesso dalla carica di presidente di un consorzio.
Adesso è caccia aperta all’incompatibilità: il presidente del Consiglio comunale ha infatti lanciato un appello a tutti i cittadini/elettori che siano a conoscenza di eventuali incompatibilità a segnarlo proprio a lui.
In conferenza stampa, Benedetti ha dichiarato di aver ricevuto alcune diffide che porterà in Consiglio: si tratta del caso dell’architetto Piero Di Piero, che ha numerosi incarichi conferiti dai privati.
Benedetti ha fatto riferimento all’articolo 69 del Testo unico degli enti locali per spiegare quale sarà l’iter per sancire l’incompatibilità degli amministratori pubblici.
“Nel momento in cui si verifica una condizione di incompatibilità – ha chiarito – come presidente del Consiglio comunale ho il dovere di contestarlo. A quel punto l’interessato ha 10 giorni per formulare le sue controdeduzioni, dopodiché è l’assemblea a decidere attraverso una delibera. L’interessato ha ulteriori 10 giorni per rinunciare agli incarichi che causano l’incompatibilità, scaduto il termine è il presidente del Consiglio a dichiararlo decaduto”.
Gli altri due livelli decisionali sono la prefettura e il ricorso giurisdizionale al tribunale, ma, come ha voluto sottolineare Benedetti “voglio rassicurare il prefetto, credo che con una corretta applicazione delle norme non si arriverà ad alcun contenzioso”.



