L’AQUILA – “Sindacati e associazioni di categoria devono stare insieme per fronteggiare questo difficile momento causato dal tragico terremoto che ha colpito L’Aquila e il suo territorio”.

Lo ha detto il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenendo all’Aquila, sua terra d’origine, al convegno “Qualità e legalità per un lavoro sicuro, regolare, stabile e professionale”, promosso dalla Filca-Cisl.

“Tutti sono in conflitto, tranne noi che siamo uniti”, ha continuato Bonanni il quale, nel dirsi “molto preoccupato per la situazione a livello nazionale”, ha auspicato che la realtà sociale venga fuori e si impegni direttamente per salvare il Paese, instaurando un clima nuovo.

Nel suo intervento, il segretario nazionale della Cisl non ha fatto tuttavia riferimento all’invito all’unità sindacale formulato dal segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso.

”EVITARE IL MASSIMO RIBASSO, L’HO DETTO A CHIODI”

“Nella ricostruzione post-terremoto – ha aggiunto – bisogna evitare il massimo ribasso per evitare che all’Aquila arrivino imprenditori stravaganti che screditano le istituzioni, fanno lavori di scarsa qualità e che non assicurano sicurezza nei cantieri”.

“L’ho detto al presidente e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi – ha spiegato Bonanni – che credo abbia i poteri per determinare certe scelte. Sono soddisfatto che sia d’accordo con la patente a punti per le imprese che vengono a lavorare nel cratere del terremoto”.

Bonanni, che nella vita ha fatto l’imprenditore nel campo dell’edilizia, ha anche sottolineato il fatto che si debba evitare il ricorso ai subappalti. “Ci sono grandi imprese che ormai sono finanziarie perché prendono grossi lavori e li subappaltano”, ha ammonito.

Sempre secondo il segretario nazionale Cisl, “L’Aquila deve essere un laboratorio dove si sperimentano innovazioni visto che questo terremoto non ha precedenti ed è accaduto in un contesto di grande rilievo con centro storici di prestigio, a partire da quello dell’Aquila,la tra i più importanti d’Italia”.

Sulla ricostruzione, infine, Bonanni ha annunciato che dopo l’estate si svolgeranno all’Aquila, organizzati dalla Cisl, gli Stati generali “per dare indicazioni e suggerimenti”.

MANOVRA: ”E’ INIQUA, SARANNO ANNI DIFFICILI”

“La manovra finanziaria di 50 miliardi di euro – ha detto sui temi nazionali – sta facendo discutere perché non fa operazioni di equità e inoltre ci sono cose che non c’entrano niente. È deludente anche perché abbiamo chiesto la riduzione dei costi della politica per dare un segnale di svolta ai cittadini”.

“Chiederemo ai presidenti Camera e Senato di mettere subito all’ordine del giorno i provvedimenti, il piglio di fare le cose rapidamente si è perso – ha proseguito – I cittadini hanno bisogno di segnali: se un genitore in un momento di difficoltà sperpera, come può chiedere sacrifici ed essere credibile agli occhi della famiglia? Serve una manovra forte di recupero della responsabilità. Sono molto preoccupato, quelli che ci aspettano saranno anni molto difficili c’è da dimezzare il debito pubblico da 1.800 a 900 miliardi di euro. I politici ne parlano poco, ma lo dobbiamo fare perché altrimenti ci ridiciamo male sia per le speculazioni che ci sono sia per la stabilità economica e sociale del Paese”.

Bonanni si è soffermato anche sui pagamento che i cittadini si trovano a dover sostenere.

“Paghiamo l’Unione europea, per la quale speriamo in un governo eletto dai cittadini, lo Stato centrale, le Regioni che assomigliano allo stato centrale, le Province, che Dio solo sa a che cosa servono, i Comuni, per i quali dovrebbe esserci un piano di accorpamento per i più piccoli, le circoscrizioni e le comunità montane. Senza parlare degli altri organismi. Non è solo un problema di costi, ma di funzionalità. L’altro ieri abbiamo chiesto di tagliare ma la politica, tutta compatta ha difeso questi Enti. È un gioco al massacro che a noi non piace, è un gioco pericoloso che non ci porterà lontano”.