ROCCA DI MEZZO – Vertice anche con passaggi polemici tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e i suoi colleghi dei Comuni del “cratere”, quello di oggi a Rocca di Mezzo (L’Aquila) cui ha preso parte anche il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca.
L’“inviato speciale” del governo in materia di ricostruzione, al secondo giorno all’Aquila dopo aver partecipato ieri notte alla fiaccolata della memoria in occasione del terzo anniversario del sisma, ha ascoltato le istanze dei sindaci annotando tutto e chiedendo una sintesi di qui a tre mesi, per poi chiudere la due giorni aquilana con un incontro con gli ingegneri all’auditorium “Sericchi” della Carispaq.
Nel corso del vertice Cialente e qualche sindaco si sono rimproverati a vicenda il reciproco isolamento e la lontananza tra il capoluogo e le amministrazioni più piccole.
Il ministro è arrivato puntuale, con lui il capo gabinetto Alfonso Celotto. Tra i presenti, oltre al “padrone di casa” Emilio Nusca, sindaco di Rocca di Mezzo, anche il prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, e il capo della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana. Presenti praticamente tutti i 57 sindaci del “cratere”.
Barca ha ribadito la presenza di “5,7 miliardi di euro che assolutamente non basteranno per tutta la ricostruzione. Sicuramente – ha aggiunto – basteranno per i prossimi tre anni e anche per garantire misure per la ripresa socio-economcia del territorio. Quando poi faremo i conti verranno sicuramente trovate le risorse perché ricostruire è un dovere nazionale”.
Dal ministro anche un ammonimento. “Non un euro deve finire nelle mani sbagliate – ha detto – non parlo solo di criminalità ma anche di persone impreparate, aziende che non sanno fare il loro lavoro magari perché si sono reinventate”.
I sindaci a turno hanno segnalato una pluralità di istanze: dai ritardi della filiera tecnica nello smaltimento delle pratiche alla necessità che i piani di ricostruzione non siano solo strumenti rigidi e ragionieristici.
Proteste ci sono state sull’ordinanza 3996, quella che si occupa dei centri storici, definita “inadeguata e contraddittoria”. Servirà una nuova normativa sulle zone più antiche, la richiesta, e un peso rilevante lo avrà il problema delle seconde case”.
Barca ha ascoltato tutto e ha risposto con una promessa: “A domande ragionevoli darò risposte ragionevoli. Tra 90 giorni voglio idee precise rispetto ai problemi sollevati”.
Replica più nebulosa sul problema dell’Imu (Imposta municipale unica), la nuova stangata sulle case inagibili che dovrebbe essere scongiurata, anche se non è certo: “Un’istanza ragionevole, il governo dovrà provare a soddisfarla per quanto possibile”, ha detto il ministro.
Vivace la dialettica negli interventi dei sindaci. “Ancora non ho capito a che servono i piani di ricostruzione – ha sbottato Cialente – C’è il rischio concreto che i cantieri in centro si aprano nel 2015, al sesto anniversario”.
Barca non ha replicato direttamente ma in un passaggio ha smentito il sindaco del capoluogo: “Ormai abbiamo capito cosa sono e a cosa servono i piani”, ha affermato.
Cialente ha suscitato polemiche quando ha affermato che “sono stato lasciato solo rispetto alle aree omogenee”. I sindaci a quel punto hanno rumoreggiato, quello di Poggio Picenze (L’Aquila), Nicola Menna, ha rinfacciato direttamente a Max di essersi dimesso da vice commissario per la ricostruzione senza coinvolgere i colleghi che lo vedevano come un loro rappresentante in seno alla governance.
“Mi occupavo solo di assistenza”, si è schermito Cialente.
BARCA: “LA FILIERA E’ MIGLIORABILE”
“La filiera per la ricostruzione composta da Fintecna, ReLUIS e Cineas è migliorabile, però molti ritardi sono dovuti a tecnici che hanno fatto incetta di progetti e non arrivano a consegnarli” così il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, ha risposto ad una domanda dei giornalisti riguardo alle polemiche suscitate da una sua dichiarazione di alcuni giorni fa nella quale sosteneva che i ritardi nel rilascio dei permessi per la ricostruzione non erano dovuti alla filiera il cui lavoro era stato impeccabile, ma ai professionisti che avevano fatto incetta di progetti.
“Le critiche sono sempre positive – ha detto il ministro – e a volte servono per stanare qualcuno e generare una discussione proficua. La filiera è certamente migliorabile ma non era incapace come sosteneva qualcuno. Riguardo ai tecnici, chi ha preso troppi progetti e non riesce a presentarli in tempo, sarà sanzionato”.
ALLEANZA PER LA RINASCITA
Alleanza e progetti per lo sviluppo socio-economico: è questa la terapia che il ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca ha indicato ai 57 sindaci dei Comuni terremotati per fare in modo che dopo la fase della ricostruzione se ne avvii un’altra che eviti lo spopolamento e che attragga nuovi residenti. La terapia è stata indicata in un incontro tenuto presso il Comune di Rocca di Mezzo, in occasione del terzo anniversario del sisma, nel corso del quale i sindaci hanno invocato l’approvazione dei piani di ricostruzione e lo sblocco dei fondi (12 milioni) del cosiddetto “piano Giovanardi”, destinati ai progetti per il sociale, in un momento nel quale lo spopolamento sta accelerando la sua evoluzione.
“L’alleanza – ha detto il ministro – è fondamentale; occorre fare fronte comune per poter elaborare progetti organici, evitando frazionamenti e cadute nel vuoto di voci isolate”.
Secondo Barca per un efficace sviluppo socio-economico occorre anche la capacità di sapersi confrontare con l’esterno, pure con esperienze straniere, per poter elaborare progetti efficaci.
“Il sociale – ha detto – significa anche attrarre una popolazione diversa, spesso formata da stranieri che vengono qui per lavorare nei cantieri della ricostruzione e che possono rimanervi per sempre. Gente – ha sostenuto – che può avere una marcia in più perché i nostri figli sono un po’ più seduti dei loro”.



