L’AQUILA – “Non sono più accettabili il ritardo e l’indolenza del Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche, che sta rallentando oltre ogni tollerabile margine la ricostruzione del patrimonio edilizio dell’Ater all’Aquila, per non parlare del distretto sanitario di Paganica”. 

L’attacco frontale contro il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, stazione appaltante di opere pubbliche ferme al palo è del conisgliere regionale aquilano del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci.

Sul tema, martedì prossimo è fissata una riuniione con il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli e tutti gli interessati per “chiarire con il Provveditorato, mi auguro definitivamente, quello che speravamo fosse chiaro da tempo”. 

L’esponente dem minaccia proteste clamorose sulla ricostruzione di parte del patrimonio di edilizia popolare a nove anni dal sisma ancora inagibile, i cui bandi sono di competenza del provveditorato.

“Più della metà dei fondi e degli interventi predisposti nel cronoprogramma Ater è di competenza del Provveditorato, che tuttavia, nonostante tutti i pareri, ultimo quello dell’Anac, non lascino spazio a dubbi, non fa procedere l’iter e di fatto blocca la ricostruzione degli alloggi di edilizia popolare e il diritto degli inquilini di tornarvi – continua nella sua nota Pietrucci -. Viceversa l’Ater, forte di quel parere sta procedendo con le gare di cui è responsabile, pur tra le mille difficoltà legate alla carenza di personale, sulla base della competenza dei fondi”.

Il consigliere regionale sottolinea che “la battaglia degli inquilini, ho già detto, è la mia e questa denuncia pubblica, l’ultima dopo tante sollecitazioni fatte pubblicamente e di persona, mi auguro sortisca effetti”.

“Altrimenti – attacca ancora – sarà il caso di pensare ad altre forme di protesta e di battaglia, che mi vedranno ancora una volta in prima linea a difendere i diritti dei più deboli”. .

Pietrucci annuncia come azione parallela sia della Regione Abruzzo sia, attraverso il consigliere comunale dell’Aquila Stefano Palumbo, del Pd anch’egli, che “i canoni del Progetto C.a.s.e. per i cittadini che pagano mutui di riscatto per abitazioni che lo Stato tarda a ricostruire, a cui si aggiungono le spese derivanti dalle tasse, siano equiparati a quelli sociali in vigore prima del terremoto del 2009”.