L’AQUILA – “Ricostruite la chiesa e il convento di Santa Chiara!”. Questo l’appello dei frati minori cappuccini dell’Aquila.

L’11 agosto 2012, infatti, si concluderà l’ottavo centenario della “forma vitae” di Santa Chiara, ovvero la celebrazione della consacrazione della Santa e quello della fondazione dell’ordine delle Sorelle povere: una ricorrenza particolarmente significativa che, però, se non si fa presto i frati celebreranno in condizioni ancora particolarmente disagiate.

A più di due anni e mezzo dal sisma del 6 aprile 2009, infatti, la struttura e la chiesa conventuale versano in uno stato disastroso.

I monaci al momento vivono in un “conventino” inaugurato nel 2010, una struttura provvisoria installata in un angolo del giardino del convento vero e proprio, frutto della solidarietà e della fratellanza dei cappuccini italiani e della Provincia autonoma di Bolzano.

“Non ci sono gli spazi di un tempo, sono solo otto stanze e siamo sette frati – dichiara padre Carmine Ranieri, ministro provinciale dei frati minori cappuccini d’Abruzzo – Non abbiamo un posto adeguato che possa fungere da cappella, quindi grazie alla Caritas abbiamo riadattato la sala conferenze ‘Santa Chiara’ a piccola chiesa”.

Padre Carmine racconta dei recenti festeggiamenti dell’8 dicembre non senza una nota di tristezza nella voce.

“La festa dell’Immacolata Concezione – spiega – per noi francescani rappresenta un evento importantissimo, è la patrona dell’ordine. Inoltre alla celebrazione squisitamente religiosa si unisce la commemorazione del bombardamento del 1943, quando gli alleati si accanirono sul quartiere della Rivera, sede della Zecca e della stazione ferroviaria”.

Padre Carmine ricorda che “gli storici raccontano che in quella circostanza i frati uscirono dal convento e si precipitarono a prestare soccorso ai feriti”.

“In quella giornata – aggiunge – con il pellegrinaggio e la presentazione dell’omaggio floreale alla statua della Madonna nella piazza antistante la chiesa si rinnova la memoria di un evento tragico per tutta la città”.

Ma l’Immacolata, come il centenario, è stata celebrata anche quest’anno in uno scenario desolante e ancora troppo lontano dall’idea di una città ricostruita.

“Per quanto riguarda il complesso conventuale sono stati incaricati tecnici per approntare il progetto di ricostruzione – annuncia il ministro dei frati minori – Il 1° dicembre è stato presentato il progetto. I lavori inizieranno non appena saranno disponibili i finanziamenti. Per il momento siamo in attesa di conoscere l’esito della domanda”.

“Per quanto riguarda, invece la chiesa – prosegue – il vice commissario Luciano Marchetti, delegato per la tutela dei beni culturali, ha già affidato il primo lotto per l’intervento di riparazione e di ripristino”.

Così, il sogno di vedere riaperta la chiesa l’11 agosto 2012 potrà avverarsi almeno in parte.

“Per il primo intervento che riguarderà la facciata, sono stati stanziati già 400 mila euro”, sottolinea il religioso.

Purtroppo Santa Chiara non rientra nella famosa “lista di nozze” varata nel 2009 dall’allora premier Silvio Berlusconi, ma nonostante ciò padre Carmine non si mostra rammaricato, si limita a mantenere la sua placida compostezza.

“Noi cappuccini abbiamo ricevuto molta attenzione – dichiara – e siamo molto riconoscenti per questo. Il centenario dovrebbe rappresentare uno stimolo in più a perseguire la meta della ricostruzione”.

“Sogniamo che le cose si sistemino il più presto possibile”, conclude il frate.